Il 6 aprile del 1528 il pittore, incisore, disegnatore, xilografo, Albrecht Durer morì a Norimberga. Il grande maestro, nato il 21 maggio 1471, è considerato il più grande esponente della pittura e dell’incisione tedesca. Figlio di Albrecht il vecchio, orafo ungherese, fu apprendista nella bottega del padre. Nel 1490 intraprese il suo primo viaggio di formazione in Renania. Ritornato a Norimberga, ebbe i suoi primi contatti con i libri italiani illustrati e la sua cultura cominciò a farsi più aulica.
La sua grafica iniziò a imporsi sempre più e Erasmo da Rotterdam lo elogiò soprattutto come disegnatore e incisore. La grafica gli offriva sempre più ampie e inedite possibilità inventive e tecniche. Il periodo 1495-1500, con Durer, la storia della grafica venne rivoluzionata: il maestro incise di persona i legni, riunendo tutte le fasi del fare incisorio, sentendo qualsiasi artigiano esecutore, inadeguato al compito di traduzione dei suoi disegni sul legno.
Alla xilografia diede le qualità grafiche dell’incisione su rame, donando al segno un’elasticità che accentuava e rendeva vivo, fra morbidezze e tensioni, il mordente del taglio. Guerrieri, soggetti mitologici, biblici e martiri si susseguirono culminando nel 1498 con la pubblicazione di 15 xilografie della Apocalisse. Nella vita del maestro l’Apocalisse rimarrà un unicum, un momento immaginifico travolgente e fantastico. In esse il naturalismo, il dinamismo ma anche una vera e profonda passionalità concorrono nel formare un effetto decisamente magnifico.
La serie xilografica de La Grande Passione (1497-1499) ebbe minor successo seppure di uguale profondità tematica. Accanto alle xilografie, ritroviamo l’incisione su rame. Riordiamo L’allegoria della morte, la Madonna della Farfalla, il Mostro Marino, il Sogno del dottore, la Penitenza di S. Cristoforo. La coeva xilografia presenta dei capolavori come la Vita della Vergine . In questo periodo della prima maturità, Durer venne sollecitato dalla diffusa devozione per la Madonna e bellissimi sono i suoi disegni, tra i quali possiamo ricorda la Madonna degli Animali (1503). Tra il 1503 e il 1510 incise venti tavole della serie Vita di Maria. La sua ricerca di fondere linearismo e luminismo pittorico portò il Durer a momenti di intensità particolari. Dal 1513 al 1514, egli produsse rami di eccelsa fattura come la Madonna del recinto, S. Girolamo nello studio, Melancolia I che riprendeva il tema della vita in contemplazione con Dio.
Questo periodo per l'artista è anche quello delle incisioni più celebri, grazie all'ormai completa padronanza del bulino, che gli permise di realizzare una serie di capolavori, sia sul piano della tecnica, che di quello della concentrazione fantastica. Risale infatti al 1513-1514 l’opera allegorica il Cavaliere, la morte e il diavolo. Nel 1519 Durer ebbe una crisi spirituale: la sua vita era divisa fra il naturalismo, la fantasia infuocata, l’introspezione nordica, la morale italiana, tra la realtà e il simbolo, tra la pratica e il pensiero.
Nel 1518 ritroviamo l’incisione la Madonna incoronata da due angeli, di un perfetto equilibrio raffaellesco, e l’eccezionale S. Antonio Eremita. Nel 1520 il maestro viaggiò per la Germania, con un ricco bagaglio di incisioni, disegni e dipinti. Si recò a Francoforte, Bamberg, Magonza, Colonia e infine nelle Fiandre. Ricordiamo tra i suoi dipinti più famosi: l’Adorazione dei Magi (1504), la Festa del Rosario, Madonna del Lucherino, il Cristo dodicenne tra i dottori (1506), Adamo ed Eva (1507), le Pale d’altare e vari ritratti di nobiluomini e artisti.
Nel 1526 dipinse, in piena epoca luterana, i Quattro Apostoli, forse per difendersi dall’accusa di alimentare l’idolatria. La tecnica del Durer è molto personale: riuscì a fondere con estrema maestria la luce, la morbidezza del tratto, un’atmosfera dolce, serena in molte sue incisioni. Possiamo solo sottolineare che molte sue opere sono da ritenersi un inno alla purezza dello stile. Alcune sono psicologicamente affascinanti e rispettano un’esatta e assoluta geometria degli spazi.
Spesso una ventata impulsiva irradia i suoi personaggi: sotto un denso avvolgere delle luci, le forme umane armonizzano e si fondono con la vita di alberi bagnati di luce, di sfondi striati di una forte luminosità. A volte, invece, il paesaggio viene squassato da inquietudini e da una follia quasi visionaria. In molte sue incisioni, ritroviamo un’interiorità scavata in maniera implacabile, una tristezza celata, una sofferta e fredda solitudine.


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