Mostra a Palazzo Reale – Milano
Dal 2 febbraio al 5 giugno
Orari : Lunedì: 14.30 -19.30
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica: 9.30 - 19.30
Giovedì e sabato: 9.30 - 22.30
Il 2 febbraio, presso Palazzo Reale a Milano, si è inaugurata la mostra sul Simbolismo. Atmosfere oniriche, incanto e mito sono le tinte emotive della grande esposizione. Una rassegna dove possiamo ammirare capolavori tra dipinti, opere di grafica, ma anche sculture provenienti da raccolte pubbliche e collezioni private. Nelle ventisei sale allestite in maniera superba, si possono ammirare 150 opere
(quadri ma anche incisioni) di maestri quali Segantini, Redon, Gustave Moreau, Max Klinger, Felicien Rops, Aristide Sartorio, Previati, Klimt. Al centro delle 18 sezioni tematiche della mostra vi è dunque il Simbolismo, come nuova coscienza dell’immagine, influenzato dalle arti che in quel periodo andavano a nascere quali appunto la Psicoanalisi. Nacque e si affermò in Francia dal 1885. Fu una reazione al Realismo e all’Impressionismo e fu soprattutto un processo di ‘smaterializzazione’ dell’arte mirando a sottrarla ai condizionamenti e ai limiti realistici sia nei temi che nei mezzi espressivi. Una fuga dalla realtà attraverso lucide e suggestive realizzazioni. Il dato oggettivo di questo periodo è basato su atmosfere angoscianti, decadenti, ma soprattutto sul sogno e suggestioni da incubo. Molti artisti furono degli spiriti fantasticanti che si abbandonavano alle evanescenze e ai temi del sogno e dell’ossessione. Odilon Redon, ad esempio, nelle sue opere seppe cogliere la sostanza fantastica, il sogno. Egli si immerse nei visionari Edgar Allan Poe e Flaubert. Oltre ad essere pittore, fu anche disegnatore e litografo. Figlio spirituale di Gustave Moreau, riuscì nelle sue opere a creare
“ Lo scopo è quello di illustrare in che modo il Simbolismo, coinvolgendo anche le arti figurative, l’architettura, la letteratura e la musica, abbia contribuito a rinnovare profondamente la cultura nazionale, facendola entrare nella modernità e anticipando il futurismo.”
E inoltre:
“Il Movimento ha contribuito a rinnovare profondamente la cultura nazionale, facendola entrare nella modernità e anticipando il futurismo e se Segantini e Previati hanno rappresentato le due anime del movimento, una più legata alla dimensione della realtà naturale, l’altra a quella del sogno, Pellizza da Volpedo e Morbelli, dal canto loro, confermano come il Divisionismo italiano, assolutamente all’altezza delle altre avanguardie europee, abbia raggiunto i suoi risultati più alti proprio quando, creando ‘l’arte per l’idea’, è passato dal realismo alle istanze simboliste. Questo il clima milanese, mentre a Roma, anche per l’influenza di D’Annunzio, i grandi protagonisti come Sartorio e De Carolis hanno elaborato una pittura che si rifaceva alla tradizione, soprattutto al Rinascimento, e privilegiava il mito o l’allegoria, seguendo le orme dei preraffaelliti inglesi come Rossetti, Holman Hunt e Burne-Jones.”



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