by Maura Mantellino
Oggi vogliamo ricordare la figura del pittore e scultore Pietro Cascella. Nato a Pescara il 2 febbraio 1921, morì nel 2008 a Pietrasanta.
Cascella fu soprattutto uno scultore e ceramista e ereditò dal nonno Basilio Cascella il senso artistico e dal padre Tommaso l’interesse per la pittura.
Giovanissimo iniziò a seguire gli insegnamenti del padre nell’ambito della pittura e a soli 22 anni prese parte alla IV edizione del Quadriennale di Roma nel 1943.
Nel 1948 partecipò alla prima edizione della Biennale di Venezia. Cominciò, nel 1938, a Roma, a seguire i corsi dell’Accademia delle Belle Arti e iniziò a lavorare insieme ad alcuni amici presso la fornace di Valle dell’Inferno realizzando opere in ceramica.
Partecipò nel 1956 alla Biennale Veneziana. Nel 1958, insieme all’architetto Lafuente, cominciò a lavorare al progetto per l’esecuzione del Monumento di Auschwitz che riuscirà a portare a compimento nel 1967.
Negli anni settanta, eseguì diversi quadri-scultura nei quali si possono riscontrare diverse tematiche surrealistiche. Nel 1970 iniziò a lavorare al Monumento a Mazzini e da quell’anno eseguì una lunga e importante serie di opere monumentali.
Nelle sue opere vi è l’utilizzo del marmo e della pietra ed in esse ritroviamo la forza eccezionale della sua vitalità. La sua conoscenza artistica è vasta, profonda, sicura, selezionata, marcata dalle sue esigenze di artista.
Nelle sue sculture ritroviamo alcuni accenni cubisti che cedono il passo ad elementi geometrici.
Un artista di meraviglioso sentimento che si fonde con intelligenza e creatività.
Possiamo dire che nelle sue sculture è riscontrabile una vera facoltà di sintesi incisiva e soprattutto una tecnica che rivela uno splendido temperamento di scultore.
Wikipedia

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