Gentili giornalisti
abbiamo letto le dichiarazioni dei cacciatori toscani e del presidente della Cia Toscana nonchè quella del dirigente del Dipartimento Agricoltura che qualifica come "balle" la foto del cacciatore seduto in "poltrona" che impugna un mitra.
Si deve credere a un'opinione o a una realtà?
Non racconta però, questo signore, che a Certaldo un selettore ha ucciso l'amico selettore. Cacciatori specificamente "formati" si uccidono tra loro.
Sta nascendo, inoltre, la "guerra" fra cinghialai, che si vedono estromessi dalla mattanza, e quelle che loro chiamano "truppe speciali".
A prescindere dal fatto che sono proprio i cacciatori (importando i cinghiali dall'est Europa, allevandoli, rendendoli domestici ibridandoli con i maiali e ripopolando continuamente i boschi) ad aver inaugurato il problema del sovraffollamento dei cinghiali. La caccia, che per decenni e non per anni è stata praticata in tutti i modi e in tutti i mesi, perfino nelle città di Firenze e Fiesole (per cui diventa ridicolo dire che è "severamente regolata") è il problema e non la soluzione. E' chiaro a tutti che non diminuisce il numero degli animali ma lo aumenta in quanto destruttura i gruppi familiari. Ciò è riconosciuto, oltre che dai fatti, anche dalle dichiarazioni di esperti studiosi e non da cacciatori i quali devono come dicono, alimentare la loro "passione".
Per alimentarla occorrono sempre animali da uccidere? Giusto?
A proposito di caccia "severamente regolata", pochi istanti fa ci è pervenuto questo annuncio: "Oggi, 29 gennaio, in tarda mattinata a cura di alcuni cacciatori é stato ferito un capriolo in prossimità della scuola materna Lilliano e Meoli a Grassina. Una diecina dei Ioro cani che inseguivano questi animali si sono introdotti nel giardino recintato scolastico. L'evento ha provocato una situazione di evidente
disagio tra i bambini e personale della scuola. Il capriolo ferito é poi stato prelevato dalle forze dell'Ordine. Da chiedersi chi abbia dato l'autorizzazione di scorrazzare armati in prossimità delle scuole ?"
Inoltre, non si prendano beffe dei cittadini dicendo che salvano la biodiversità perchè maggiore falsità non potrebbe essere detta. Uccidono animali di ogni specie anche quelle proibite come i rapaci che arrivano a centinaia nei Centri di recupero e, a Livorno, gli ibis eremita del progetto europeo Waldrapp; hanno provocato l'estinzione di 200 specie e messe a rischio altre 400; avvelanato il terreno, l'acqua e gli animali (e, lentamente, coloro che li mangiano) con il piombo che l'OMS ha dichiarato "il peggiore dei problemi ambientali del mondo". Tant'è che secondo la Conferenza di Quito dovrà essere bandito entro tre anni. Come si può essere tanto sfrontati? La Regione Toscana lo ha proibito, dopo 9 anni dalla Direttiva europea, ma solo nelle zone umide. Nel resto del territorio si può diffondere. In molti Paesi d'Europa è stato bandito ovunque; quando rispetterà le norme La Regione Toscana?
Certo, essendo l'Italia il Paese più corrotto d'Europa (lo abbiamo sentito in questi giorni), quanto succcede non dovrebbe meravigliarci.
E non ci dovrebbero neppure meravigliare le attestazioni lette sui siti dei cacciatori, quali: "Preferisco bracconare e correre il rischio una tantum di pagare un'ammenda piuttosto che attenermi alle regole e accontentarmi di qualche preda legalmente abbattuta" http://www.abolizionecaccia.it/notizie/crimini-dei-cacciatori-bracconieri-20142015.html .
Oppure, un'altra sensibilità: "Mi capita spesso durante una battuta al cinghiale che qualcuno dei miei cani riporti ferite anche profonde. Non potendo sostenere i costi del veterinario tutte le volte ho provato a dare i punti da solo ma devo aver sbagliato qualcosa di fondamentale poichè la ferita non si rimarginava e alla fine si è infettata, cosa che mi ha costretto ad abbattere il cane" https://groups.google.com/forum/m/?hl=it#!msg/it.discussioni.animali.cani/IaVSeNBLAVU/KYMYV_YhcLIJ .
Oppure definire le vittime umane come "errori", "effetti collaterali", "fatalità"; o dimenticare che il Governo albanese ha chiuso la caccia per due anni per far riprendere la fauna selvatica dall'ingordigia dei cacciatori italiani.
Noi però ci appelliamo alle persone che ancora hanno coscienza del rispetto e della protezione verso l'ecosistema o, almeno, la capacità di ragionare con un pensiero libero e non condizionato da appetiti personali. Gli agricoltori, se non sono essi stessi cacciatori, dovrebbero aprirsi a una informazione scientifica e non ripetere le solite nauseanti litanie.
Gli intellettuali propongono un'altro criterio di valutazione che non sia semplicemente quello scientifico: propongono un pensiero etico che prevede un essere umano evoluto, non violento, attento al bene di tutti, visto che la fauna selvatica è"patrimonio indsponibile dello Stato". Dai cacciatori, almeno dalla loro maggioranza, non ci aspettiamo riflessioni ma ce lo aspettiamo dai politici che governano il bene di tutti.
I rimedi scientifici sia per l'agricoltura che per gli incidenti stradali (la maggior parte dei quali si verifica per la fuga dei cinghiali durante la stagione venatoria) esistono, sono diversi e sono stati messi in atto da Paesi e Regioni italiane più avanzate scientificamente ed eticamente.
Perchè la Toscana che si vanta delle sue glorie (naturalmente passate) non si adegua?
Se la legge obiettivo Remaschi passasse, considerato che, secondo la nostra analisi, infrange molte leggi italiane ed europee, sarà un obbligo ricorrere alla Corte Costituzionale italiana e alla Corte di Giustizia europea. E non sarebbe una rarità. La Toscana infatti è stata condannata più volte, anche dalla Corte Costituzionale per aver emesso, tra gli altri, un atto che prevedeva la stagione venatoria di 3 anni. Proprio come ora.
La vergogna di certe informazioni è quella di non riportare equamente la realtà ma di allinearsi alle opinioni personali o a quelle gridate, a quelle di chi batte il pugno sul tavolo. Uccidere per divertimento è purtroppo, per molti, un'attività degna semplicemente perchè legittimata.
Costoro non sanno chi sono gli animali, non li conoscono veramente, li considerano cose e non esseri quali sono, e quando non si conosce non si ama.
Noi invece li amiamo perchè li conosciamo. Come ha previsto e praticato Konrad Lorenz, possediamo l'anello di Re Salomone. Sappiamo capire il loro linguaggio, la loro sofferenza, la loro etologia, i loro sentimenti, la loro angoscia. E tutto questo per noi ha valore perchè ci rende umani degni, in sintonia con la visione francescana, la visione di quel creato che tutto comprende nonostante la superbia e l'arroganza dell'uomo.
Ai posteri l'ardua sentenza!
Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze


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