Guerra, di Olga Karasso

Avevo circa 20 anni quando ho scritto questo poesia che ripropongo giusto per ricordarmi quanto sia insanabile questa umanità e quanto l'Occidente debba agire con estrema saggezza e lungimiranza. Ci vuole niente per accendere antichi rancori e difetti.

Guerra di Olga Karasso
Camminammo stretti
gli uni agli altri
un umido uragano
d’orrore.
Sfilarono
sotto cieli d’acciaio
le mandrie dei deportati.
Fummo profondi occhi
d’autunno
dietro persiane chiuse.
Fummo rami librati
d’inquietudine
tra fili spinati.
Un turbine di spari
di pianti.
Sussulti di vita
poi silenzio.
L’Europa pianse.
E la ripresa.
Ognuno contò i suoi morti.
Passammo anni a fare
funerali.

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