Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Cristina Bargero, deputata del Partito Democratico, che riepiloga le iniziative prese dal governo per quanto riguarda l'Ilva. "È auspicabile ai fini della tutela occupazionale e della salvaguardia dell’industria nazionale dell’acciaio evitare il cosiddetto spezzatino", scrive l'onorevole Bargero
LETTERE AL DIRETTORE - Il decreto legge riguardante la cessione delle partecipazioni aziendali Ilva che in questi giorni è all’esame dell’aula di Montecitorio tocca un tema di politica industriale che riguarda non solo Taranto o Genova o Novi Ligure ma l’industria siderurgica del nostro Paese. A tal fine è necessario fare andare a braccetto risanamento ambientale e rilancio industriale, che risultano inscindibili.
Il decreto legge interviene sulla procedura di amministrazione straordinaria del gruppo Ilva per accelerare le procedure di trasferimento dei complessi aziendali, attraverso due specifiche previsioni: la prima è quella di fissare una data per il trasferimento, che deve essere espletato entro il 30 giugno 2016; la seconda è quella di procedere all’erogazione di 300 milioni di euro in favore
dell’amministrazione straordinaria (somma che verrà rimborsata dal futuro aggiudicatario, maggiorata degli interessi computati a un tasso di mercato), strettamente necessari ad assicurare la continuità dell’attività produttiva dello stabilimento nella breve fase di trasferimento aziendale.
Il governo poi ha previsto un trasferimento di 800 milioni (600 nel 2016 e 200 l’anno successivo) per il risanamento ambientale.
Per l’indotto potranno accedere al Fondo di garanzia e realizzare operazioni di credito le imprese che per almeno due esercizi anche non consecutivi, successivi al 31 dicembre 2010, abbiano avuto con l’Ilva una quota del 50 per cento del loro fatturato. Il Fondo di garanzia mette a disposizione 35 milioni.
Nel frattempo è stato pubblicato il bando che prevede l’invito a “manifestare interesse” all’acquisizione (o all’affitto) dell’Ilva in amministrazione straordinaria con il termine del 10 febbraio per la presentazione delle offerte da parte delle imprese interessate.
"Scopo dell’operazione – si legge nel bando – è di preservare la continuità operativa dei complessi aziendali delle società in amministrazione straordinaria con idonee garanzie di mantenimento di adeguato livelli occupazionali, sviluppare la relativa produzione siderurgica in Italia e consentire l’implementazione delle delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria e degli altri investimenti necessari e/o opportuni per l’ottimizzazione degli impianti produttivi".
È auspicabile ai fini della tutela occupazionale e della salvaguardia dell’industria nazionale dell’acciaio (l’Italia, dopo la Germania, oggi resta il secondo produttore europeo di acciaio), evitare il cosiddetto spezzatino e inoltre a considerare anche la consultazione dei sindaci dei Comuni che ospitano i siti interessati tra le attività propedeutiche per arrivare, nella procedura di aggiudicazione, all’individuazione del soggetto affittuario o acquirente (come prevede un ordine del giorno che ho presentato).
14/01/2016
Cristina Bargero - redazione@ilnovese.info
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