Gentili signori e signore,
come ogni anno, Nizza Monferrato (AT), graziosa cittadina il cui nome dal 2014 figura nella lista dei luoghi patrimonio dell’UNESCO http://www.sitiunesco.it/?p=4677 diventa teatro della Fiera del Bue Grasso che si svolge il 6 Dicembre http://www.comune.nizza.asti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=265%3Afiera-del-bue-grasso-e-del-manzo&catid=44&Itemid=192 “… Nel ‘600 Nizza si distingueva in tutto il Piemonte proprio per il suo grande mercato settimanale di bestiame. Nella storia nicese l’allevamento ed il mercato del bestiame erano i punti attorno ai quali girava quasi tutta l’economia locale, insieme ovviamente agli altri prodotti di eccellenza quali il cardo gobbo ed il vino. Oggi come allora l’allevamento ed il
mercato dei bovini continua ad essere uno dei fiori all’occhiello dell'agricoltura e allevamento di un territorio votato all'enogastronomia. Piazza Garibaldi… è la cornice che ospita i capi (una quarantina di bovini) che sono valutati e quindi opportunamente premiati. Seguita una suggestiva “sfilata”, con tanto di tappeto rosso, per la via maestra, sino al Foro Boario. Quindi tutti a tavola per il tradizionale gran bollito misto. Ai capi ammessi e selezionati sono assegnati vari premi secondo le categorie: vitella della coscia (denti da latte), vitellone maschio della coscia (denti da latte - intero), vitellone maschio della coscia (denti da latte - castrato), manzo (due denti), manzo (quattro denti), manzo (sei denti), bue nostrano, bue migliorato, bue della coscia, vacche grasse della coscia (almeno 4 denti e almeno primipare), premi speciali, bue piu’ pesante, gruppo di bovini piu’ numeroso, al macellaio nicese che acquista dei capi in fiera”
E’ una descrizione deprimente che ogni anno leggiamo su comunicati promozionali di questa fiera, ma non solo di questa, perché in Piemonte il bue grasso è una sorta di orgoglio di quell’economia che si fa beffa di CHI sia veramente questo animale, allevato, ingrassato oltremisura, esposto, valutato, premiato, macellato, mangiato, senza mai conoscere libertà e affetto.
A prescindere dal fatto che il mercato della carne non se la passa tanto bene, complice il colpo di grazia dato recentemente dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, bisognerebbe iniziare a guardare gli animali con un altro occhio, sforzandosi di capire che sono esseri senzienti che provano sentimenti come noi e soprattutto soffrono come noi. Il ‘600 è passato da un pezzo e Nizza farebbe bene a puntare la sua economia sui cibi vegetali e sui vini che il suo splendido paesaggio le dona.
Una fiera con una macabra sfilata sul tappeto rosso e una tavola insanguinata non è un vanto per nessun paese al mondo.
Cordiali saluti.
Paola Re
Tortona (AL)
Red Carpet verso la Morte.
Sono in perfetta sintonia con la dottoressa Paola Re di Tortona riguardo alle critiche alla grande tradizionale kermesse del bestiame, La Fiera del Bue Grasso di Nizza Monferrato del 6 dicembre. Sono piemontese da almeno 27 generazioni ma in questi casi mi vergogno di appartenere a una società così culturalmente arretrata e, ancora oggi, alle soglie del 2016, proiettata in un passato medievale. La assurda truce sceneggiata dei capi premiati dopo quella tragica esposizione, le foto, gli allevatori e i macellai orgogliosi mi hanno sempre provocato, già da piccolo, il vomito morale e fisico all'istante. Con tutto il patrimonio che possiede la mia Regione, programmare con dispendio colossale di mezzi, un qualcosa di indefinibile che si risolve in modo drammatico tra i muri insanguinati di un mattatoio è una di quelle cose che, anche a sessant'anni suonati, lascia a bocca aperta, con il cuore chiuso in una morsa buia di dolore.
Buona festa a voi tutti.
Paolo RosazzaP.

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