Il fischio di Mattarella, i prof senza stipendio e le donne che disegnano i robot

by Mario Calabresi

Sergio Mattarella ha dimostrato nei primi mesi al Quirinale di essere un attento arbitro della vita costituzionale, senza stonature né polemiche. 
Ma ieri qualcosa è cambiato. Senza alzare la voce, senza perdere il sorriso tranquillo, si è fatto sentire. Come scrive Marcello Sorgi: "Fin dal giorno del suo insediamento, il 3 febbraio, ha fatto capire che sarebbe stato un arbitro imparziale, a patto che i giocatori rispettassero le regole. 
Se ieri l’arbitro ha fischiato - e lo ha fatto piuttosto sonoramente, nella solenne occasione degli auguri alle alte cariche dello Stato - è perché nella settimana appena trascorsa, a cavallo del caso politico delle banche commissariate dal governo, il Capo dello Stato ha dovuto assistere a troppe invasioni di campo". Senza citare direttamente le decisioni del Governo sulle banche in crisi, il Capo dello Stato ha così prodotto il suo primo richiamo. Più sulle modalità d’intervento che sulla sostanza, con il suo stile.

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