Il circo della vanità, by Sebastiano Impalà

Queste luci
di primo mattino,
le mani di una donna su di me
accovacciato sui miei stessi pensieri
senza spazio
e senza utilità.
Il sonno
che ingenera sogni,
le rotaie inflessibili del mondo,
il dolce rumore della vanità,
la vita che mi scoppia dentro.
Tutto e nulla
assopiti in una notte
di sabbia e tormento,
unici stendardi di una civiltà
millenaria e senza fini.
Mi ritrovo solo
dentro te
a scrivere del mondo e della gente,
dei suoi anfratti speculari,
delle onde che cavalcano l’inconscio.
E vivo
per non morire
cercando un gesto d’amicizia
sui volti di persone sconosciute
amando la mia stessa solitudine.

Sebastiano Impalà

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