by Pier Carlo Lava
Il risparmio tradito, ancora una volta, l’ennesima in cui chi paga il conto sono i piccoli risparmiatori, mentre i grandi azionisti le banche vengono sempre salvate.
In questo momento è in corso a Montecitorio un Sit-In contro il decreto salva banche, in piazza anche il M5S.
Il risparmio tradito, ancora una volta, l’ennesima in cui chi paga il conto sono i piccoli risparmiatori, mentre i grandi azionisti le banche vengono sempre salvate.
In questo momento è in corso a Montecitorio un Sit-In contro il decreto salva banche, in piazza anche il M5S.
Notizie da internet: Codacons: “Governo studia indennizzo per bloccare azioni legali”
I piccoli azionisti e obbligazionisti Banca Marche, Etruria, Carife e CariChieti hanno manifestato chiedendo di riavere i risparmi persi. L'associazione consumatori: "Non firmate nulla che preveda la rinuncia a azioni risarcitorie, le misure annunciate sono briciole"
Circa 200 piccoli azionisti e obbligazionisti Banca Marche,Etruria, Carife e CariChieti, finiti sul lastrico a causa del decreto varato il 22 novembre, hanno manifestato contro il governo in piazza Montecitorio. In mano cartelli con le scritte “Politici servi delle banche”, “Ridateci tutti i nostri soldi”, “Risparmiatori unitevi”, “Il governo Pd: Banda Bassotti” e ‘Elezioni subito!’. Andrea Bailey e Ada Fusacchia, nuora e suocera clienti di Banca Etruria, hanno raccontato di aver perso in tutto 125mila euro: “57 anni di risparmi e 30 anni di conoscenza con la banca e ho scoperto per caso cosa era accaduto. Si è rotta la caldaia e sono andata a ritirare dei soldi per scoprire che non c’era più niente”.
di Andrea Bassi
Dopo le fughe in avanti del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan e del suo vice Enrico Morando, il governo rallenta. L'idea di indennizzare in qualche modo i risparmiatori che hanno comprato obbligazioni «subordinate», quelle più rischiose, delle quattro banche fallite, ogni giorno che passa si dimostra un rebus sempre più complesso da districare. Come spesso accade, è stato direttamente Matteo Renzi a dettare la nuova linea. «Cercheremo di trovare una soluzione», ha detto il premier, «ma non è la cosa più semplice del mondo pensando a come funziona oggi il mercato delle banche in Europa». Ma la protesta dei risparmiatori monta. Oggi pomeriggio, di fronte alla Camera dove inizierà il voto sugli emendamenti “salva-risparmiatori”, è prevista una manifestazione dei clienti di Etruria, CariFerrara, CariChiesti e Banca Marche, che si sono visti azzerare il valore dei loro titoli. L'intenzione del
governo rimane quella di trovare una soluzione. Ieri alla Camera, c'è stato un vertice per capire quale. La soluzione finale ancora non è stata trovata, ma una strada da seguire sarebbe stata delineata. La base di partenza sarà l'emendamento Pelillo. Questa proposta (si veda il Messaggero di ieri), prevede un fondo di 120 milioni di euro da destinare al rimborso delle obbligazioni subordinate. I soldi però, non andrebbero intesi come un «indennizzo», ma sarebbero un intervento di «solidarietà», destinato esclusivamente a quelle persone che a causa delle perdite sulle obbligazioni delle banche rischiano di trovarsi in una situazione di «indigenza». Questo passaggio sarà rivisto. Troppo complicato stabilire chi ne avrebbe diritto e chi invece no. Il governo starebbe insomma valutando un intervento universale, che andrebbe a coprire parte delle perdite subite da tutti e 130 mila i risparmiatori sottoscrittori di bond subordinati, che hanno perso secondo le stime tra i 300 e i 330 milioni di euro. Il punto fondamentale sono i soldi. L'emendamento Pelillo stanziava 120 milioni, 80 a carico delle banche e 40 a carico del Tesoro. La cifra sarà più bassa, 100 milioni in tutto. Su chi debba finanziare queste risorse ancora si sta discutendo. Padoan vorrebbe che il Tesoro non erogasse più di 20 milioni, quindi i restanti 80 dovrebbero essere a carico delle banche. Ma è probabile che alla fine si arrivi ad un accordo «fifty-fifty», ossia cinquanta milioni dal governo e cinquanta dalle banche. Chi ne avrà diritto? Il ristoro dovrebbe valere per tutti i piccoli risparmiatori, ma con un tetto a 50 mila euro. Non riceverebbero l'intero ammontare delle somme perse, ma solo una cifra attorno al 30%. Tutto questo, però non sarà deciso oggi. Questa sera ci sarà il voto sugli emendamenti che riguardano le banche. Verranno sostanzialmente tutti bocciati, tranne alcuni che saranno «accantonati», come quello Pelillo, e che verranno riesaminati la settimana prossima.
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