Ogni artista che pratica l'arte di strada ha le proprie motivazioni personali, che possono essere molto varie. Alcuni la praticano come forma di critica o come tentativo di abolire la proprietà privata rivendicando le strade e le piazze; molto frequentemente, nell'arte di strada, si fa una contestazione contro la società o contro la politica. Altri più semplicemente vedono le città come un posto in cui poter esporre L'arte di strada offre infatti la possibilità di avere un pubblico vastissimo, spesso molto maggiore di quello di una tradizionale galleria d'arte.
L'origine di questa denominazione deriva dai mass media, che hanno portato all'attenzione di un vasto pubblico quella che in precedenza veniva considerata esclusivamente come espressione dell'inquietudine giovanile, piuttosto che una vera e propria forma d'arte.
Nel 2013 è nato a Bologna un festival dedicato interamente alla Street Poster Art, l'arte di strada su supporto cartaceo, di cui il più noto esponente è Shepard Fairey meglio conosciuto come Obey, il CHEAP Festival. Vi partecipano
ogni anno artisti di fama internazionale, oltre ai sopracitati Sten&Lex, tra gli altri AK, MP5, Orticanoodles, BR1, Levalet, 2501, Madame Moustache, con interventi in quartieri periferici della città. Oltre ad ospitare artisti noti nel panorama della street poster art, il Cheap Festival propone ogni anno una Open Call per raccogliere lavori da ogni parte del mondo, che vengono selezionati e affissi sulle bacheche comunali dismesse disseminate in tutto il centro storico della città, riutilizzando spazi urbani abbandonati ma sotto gli occhi di tutti per dare spazio a nuovi artisti emergenti.
In effetti, ancora oggi, il confine tra quello che viene considerato come vandalismo e arte rimane molto sottile, tanto che è abbastanza comune ascoltare dibattiti pubblici a riguardo di queste tematiche.
La Pop art viene oggi considerata come una vera e propria base teorica della Street Art, anche se le differenze restano marcate. Nel primo caso infatti l'artista propone i propri lavori al proprio pubblico di riferimento.
Il discorso s'inverte completamente nel caso della Street Art, dove l'artista s'impossessa del luogo pubblico, imponendo l'atto comunicativo ed artistico all'osservatore senza un'effettiva possibilità di scelta.
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