Je suis anchois, by Paola Re


Gentili signori e signore,
ho appreso dai mezzi di informazione che dal 20 al 22 Novembre si svolge il Bagna Cauda Day http://www.bagnacaudaday.it/joomla/  “I posti nei locali ad Asti, fuori Asti e in altri paesi del mondo sono più di diecimila. Ogni commensale avrà diritto ad una bagna cauda completa, con dolce e caffè al prezzo di 25 Euro, uguale in tutti i cento locali… La grande kermesse della bagna cauda… il piatto di pace e convivialità che piace anche a Papa Francesco.”
Sul gusto è difficile discutere ma definire questa kermesse gastronomica all’insegna della pace è piuttosto azzardato. Il cibo all’insegna della pace è un altro http://www.terranuova.it/Alimentazione-naturale/Will-Tuttle-Michele-Riefoli-e-il-cibo-per-la-pace  Ce lo spiega il californiano Will Tuttle, filosofo, pianista professionista, compositore e docente, monaco buddhista Zen, esperto di Tai Chi,  yoga,  meditazione, dello sviluppo dell’intuito e della guarigione spirituale. E’ autore di “Cibo per la pace” (Edizioni Sonda, 2014), un libro di successo internazionale che approfondisce il legame tra
alimentazione ed etica. “Il cibo è il nostro legame più intimo e significativo sia con la natura, sia con la nostra eredità culturale… Finché non saremo disposti a riconoscere i legami fra il cibo che mangiamo, le operazioni che sono state necessarie per portarlo sulle nostre tavole e i condizionamenti a cui siamo sottoposti quando lo acquistiamo, lo cuciniamo e lo consumiamo, non saremo in grado di vivere con saggezza e armonia. Se ci rifiutiamo di riconoscere questo collegamento essenziale, condanniamo noi stessi e il prossimo alla sofferenza… Illuminante in questo senso è il capitolo sulla “cultura della negazione” che racconta la desensibilizzazione che subiamo sin da bambini per non vedere il tabù della violenza quotidiana contro gli animali e del “conoscere chi mangiamo”. La soluzione che propone il libro è una sola: abbandonare l’alimentazione a base di cibo di origine animale, a favore di una dieta a base vegetale, rispettosa dell’ambiente, di tutte le forme di vita e della nostra salute psicofisica. Negli ultimi anni, Will Tuttle ha tenuto interventi e conferenze sul vegetarismo negli Stati Uniti. Nel 2007 ha ricevuto il prestigioso “Courage of Conscience Award di The Peace Abbey”. Nel 2014 ha vinto il “Premio Empty Cages” conferito in Italia dalla casa editrice Sonda ai principali ambasciatori dei diritti animali nel mondo.
Papa Francesco, ambasciatore di pace, pare essere anche un ottimo testimonial del cibo animale. Oltre alla bagna cauda gli piace “il pollo senza pelle” http://www.scattidigusto.it/2013/03/14/a-papa-francesco-piace-la-bagna-cauda/ E ama anche “salumi e formaggi; maccheroni con sugo di salsiccia e polpettone e arrosto di vitello” http://www.gazzettadelsud.it/news//97425/Ecco-cosa-ha-mangiato-il-Papa.html Inoltre “lui cucina benissimo, fa dei calamari ripieni da urlo” http://qn.quotidiano.net/cronaca/2013/11/17/983445-papa-francesco-cucina-paella-dulce-leche.shtml  Ha anche dispensato consigli gastronomici in un convento di suore “Non sorridete come hostes e mangiate più carne… non siate troppo disincarnate: ascoltate il consiglio di Santa Teresa d’Avila - la fondatrice della vostra concorrenza - ogni tanto bisogna mangiare una bistecca” http://www.quotidianodellumbria.it/quotidiano/content/l%E2%80%99incontro-con-le-suore-di-clausura-nella-cripta-di-santa-chiara quando, secondo fonti attendibili, Teresa d’Avila era vegetariana http://www.cattolicivegetariani.it/content/santi-vegetariani/santa-teresa-davila-la-meraviglia-per-le-creature-e-lastinenza-dalle-carni.html

Se non sono convincenti Will Tuttle e Teresa d’Avila, ci sono altre grandi personalità che hanno parlato di cibo e pace riferendosi a quel filo che lega il pacifismo con il vegetarismo. Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafo analista, ha scritto un interessante saggio sulla questione, chiamando in causa Aldo Capitini: chi meglio di lui può mandare un messaggio di pace? http://annamariamanzoni.blogspot.it/2013/10/capitini-e-gli-animali.html#comment-form  http://www.festivalnonviolenza.it/capitini-gli-animali-annamaria-manzoni/

Il Bagna Cauda Day, dalla pace passa alla solidarietà: “La Bagna Cauda fa bene. Il Bagna Cauda Day è anche solidarietà: così da una parte si sostiene il progetto Slow Food degli Orti in Africa. Dall’altro con le Donne del Vino del Piemonte e l’Asl di Asti si venderanno bottiglie del cuore per ricordare Maria Luisa Fassi, la giovane astigiana, figlia di ristoratori, scomparsa tragicamente a luglio. Le socie hanno donato la collezione storica di bottiglie di Langhe rosso 2004 per raccogliere fondi e contribuire all’acquisto di un ecocardiografo per l'Ospedale di Asti”. Come non apprezzare l’acquisto di un ecocardiografo? E’ uno strumento medico importantissimo ma non finanzierei mai un simile acquisto partecipando al massacro di animali che si chiede di riconoscere addirittura patrimonio dell’UNESCO: “Parte la richiesta per farla diventare patrimonio dell’umanità, riconosciuta dall’UNESCO… Come piatto profondamente radicato nella storia e nella cultura piemontese ha le carte in regola per essere considerato un bene immateriale da tutelare, al pari della pizza o della dieta mediterranea che hanno già ottenuto il riconoscimento Unesco…”  Fa riflettere il riconoscimento come “bene immateriale” quando si sa che comporta il massacro di corpi di animali (molto materiali!) uccisi all’occorrenza.  

E non poteva mancare il riferimento ai fatti incresciosi di Parigi: “Gli organizzatori dell’evento hanno sottolineato che i tragici attentati di Parigi non frenano il messaggio di pace e convivialità che un piatto come la Bagna Cauda ha da sempre diffuso…  siamo vicini alle vittime parigine e a quelle di tutti gli attentati… Il Bagna Cauda Day si farà nel nome della cultura e della convivenza tra gli uomini. E anche noi scriviamo con rispetto e tenacia Je Suis Paris”
Da persona addolorata per gli attentati di Parigi, sono altrettanto addolorata per il massacro di acciughe su cui si regge questa anacronistica kermesse gastronomica per cui scrivo JE SUIS PARIS ET JE SUIS ANCHOIS AUSSI. Le acciughe, catturate con vari metodi tra cui reti a strascico, reti da posta, reti da circuizione, non suscitano l’empatia che suscitano altre specie animali i cui corpi sono mangiati ma il loro massacro per questa presunta festa di pace e solidarietà resta comunque ingiustificato.
Un appuntamento enogastronomico che vuole dare un segnale di pace e solidarietà dovrebbe offrire cibo vegan, biologico, a kilometro zero, equosolidale, mandando quel segnale alla natura tutta: umana, animale e vegetale.
Paola Re
Tortona (AL)


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