A Castellazzo ci si arriva da diverse direzioni: l'ingresso principale é quello da Cantalupo. Da questa parte ci viene incontro il profilo più suggestivo del paese, in quanto le costruzioni più in vista si riferiscono a Gamondio, il tutto é preceduto da un ridente paesaggio, costituito da campi coltivati in modo sapiente e ordinato.
Per chi invece arriva da Casalcermelli ci sono in questi ultimi anni delle sgraditissime sorprese: superato il viadotto, se non si fa caso ai nuovi cartelli stradali, e proseguendo diritto per inerzia si rischia di finire contro il muro di recente costruzione; d'altra parte le frecce posizionate sulla rotonda non indicano più Castellazzo. ma solo Alessandria e Acqui, e soprattutto non ti danno più alcuna indicazione circa l'entrata nel centro abitato, cambiata drasticamente rispetto la precedente.
Se poi volessimo seguire i suggerimenti del vecchio cartellone della Provincia, riportante le caratteristiche di rilievo offerte al visitatore e decidessimo di andare alla Pieve della Trinità da Lungi, la chiesetta di campagna che racchiude rilevanti testimonianze del passato longobardo e carolingio, allora il disorientamento diventa totale, anche lì cavalli di Frisia e muro ne impediscono l'accesso e nessuna indicazione di arrivarci in modo altro.
Le domande sorgono spontanee: "Chi ha fatto ciò? Perché?" La prima risposta é almeno apparentemente più facile, visto che per dieci anni fino al 2014 il Sindaco é stato Domenico Ravetti, che nel commiato ai concittadini su "Castellazzonotizie", facendo un consuntivo del suo mandato, ha dichiarato spudoratamente di aver proceduto in piccole cose, senza fare un minimo cenno al grande sfacelo territoriale di cui si é reso artefice. Nessuno tuttavia, che io sappia, ha puntato il dito su di Lui, che é stato con l'appoggio del suo partito addirittura premiato divenendo oibò Consigliere Regionale della Sanità, non hanno sollevato obiezioni le Opposizioni, non i giornali locali, non la Pro Loco, non i Castellazzesi, non l'Unitrè, non il Fai, non la SOMS, o altra associazione che manifesti un minimo interesse per quello che succede in questo ormai disgraziato paese, di cui nessuno vuole ricordare gli splendori iniziali, anzi chi fa delle ricerche in merito viene oscurato.
Il perché è presto detto, anziché procedere alla realizzazione di una "green way", constato che la linea ferroviaria ivi transitante non serviva più ai passeggeri, si é voluto installare l'alta velocità senza ricorrere a banalissime e meno costose sbarre di
passaggio a livello.
A questo punto le domande retoriche sono molte: é democratico non avvertire le persone illustrando quello che si sta facendo o gli abitanti sono messi in condizione di sudditanza rispetto ai vertici delle amministrazioni locali che fanno e brigano senza rendere conto agli altri? E' altresì democratico non discutere degli eventuali svantaggi e delle possibili conseguenze che ne potevano derivare? E' di sinistra non pensare ai disagi che si crea alla popolazione? E' di sinistra abbassare il grado culturale della gente? E' di sinistra non arricchire il popolo, ma gli speculatori che si annidano con le grandi infrastrutture?
Suscita orrore il comportamento dei terroristi dell'Isis, che abbattono le costruzioni del passato, sì quelle fatte dagli Occidentali Cattolici.
Scordiamoci quindi di riuscire a contrastare questo pericolo incombente sulle nostre teste, se noi, proprio noi Occidentali cattolici continuiamo di questo passo contrario alla nostra storia, al nostro territorio, e all'Umanità tutta, siamo già sconfitti!


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