anche la pioggia riconosce certe cose
la città ha i suoi odori,
mi domando perché tra tutti debba prevalere proprio il piscio di gatto,
ad ogni angolo s'impone con l'arroganza tipica di un bullo,
ricordi quella sera quando dio piangeva sulla terra,
neppure le sue lacrime comprivano l'odore,
il temporale spavaldo,
cercava di farmi sentire spacciato,
tu mi hai offerto riparo,
ed io l'ho rifiutato,
sei pazzo?
no,
è che sono invincibile alla pioggia,
incredibile come l'acqua arrivi con elegante prepotenza su ogni superficie,
mi domando perché tra tutti debba prevalere proprio il piscio di gatto,
ad ogni angolo s'impone con l'arroganza tipica di un bullo,
ricordi quella sera quando dio piangeva sulla terra,
neppure le sue lacrime comprivano l'odore,
il temporale spavaldo,
cercava di farmi sentire spacciato,
tu mi hai offerto riparo,
ed io l'ho rifiutato,
sei pazzo?
no,
è che sono invincibile alla pioggia,
incredibile come l'acqua arrivi con elegante prepotenza su ogni superficie,
sia il cielo, la terra o le tue guance,
che importa,
non ha preferenze arriva sempre,
con lo stesso fascino,
e poi non so proprio perché,
su di me non ha effetto,
scemano decisimente quelle eterne lacrime,
quasi come se il cielo stesso,
avesse rispetto dell'amore,
arriva fin lì,
ad un passo dal tuo naso,
ti guarda diritto in faccia,
se percepisce la giusta dose di amore ed invincibilita,
allora ti lascia passare,
illeso.

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