Alfio Brina Città Futura on-line
Dopo la vittoria del NO nel referendum del 5 luglio, gli avvenimenti di queste ultime settimane, sono stati contrassegnati da interminabili mediazioni, incontri bilaterali e sedute plenarie tra i vertici dell’Unione Europea e il governo di Atene in ordine alla richiesta di nuovi prestiti avanzate da quest’ultimo, per evitare al Paese il crac finanziario.
I greci, su indicazione di Tsipras hanno votato NO alle richieste di Bruxelles di mettere in campo riforme atte a rimuovere i meccanismi che accentuano la crescita della spesa pubblica di quel paese. “ Se non mettete mano ad un contenimento della spesa pubblica e contemporaneamente ad un potenziamento del sistema fiscale, in modo da ipotizzare una stabilità contabile del bilancio pubblico, non ha senso finanziare all’infinito un sistema fuori controllo che
continua ad accumulare debiti su debiti che non riuscirete mai ad onorare.” Questo, in sintesi, il verdetto della così detta troica: Unione Europea, Banca Europea e Fondo Monetario Internazionale.
Dopo aver intascato il NO del referendum, che tanta illusione ed euforia aveva suscitato anche tra gli esponenti della sinistra radicale italiana, Tsipras è volato a Bruxelles per concordare un nuovo prestito alla traballante economia greca.
Uno Stato che non riesce a pagare stipendi e pensioni e ad onorare le rate dei debiti in scadenza con Fmi e la Bce.
Il Fmi, l’U.E. e la Bce hanno subordinato lo sblocco di 83 miliardi di aiuti per salvare il Paese dal default all’approvazione da parte del Parlamento greco del pacchetto di riforme riguardanti: il prolungamento dell’età lavorativa per i pensionati, la riduzione degli occupati nel pubblico impiego, l’aumento dell’Iva dal 13 al 23% e le privatizzazioni, per una manovra complessiva di 3,1 miliardi. Riforme che il Parlamento greco ha approvato la notte del 15 luglio, grazie al soccorso delle opposizioni, per l’insorgere di contrasti e rotture all’interno del partito Syriza di Tsipras.
Con l’approvazione del pacchetto di riforme si sblocca anche il prestito ponte di 7 miliardi di euro necessari ad Atene per pagare le rate al Fmi e alla Bce.
La complessa manovra finanziaria dovrebbe aprire spiragli anche per quanto riguarda la riduzione del debito che sfiorando ormai il 200 % del Pil appare incompatibile con le concrete possibilità del Paese di poterlo rimborsare. Le ipotesi all’esame riguardano: o una riduzione drastica dello stesso, oppure un prolungamento dei tempi di scadenza (30 anni), ipotesi quest’ultima più agibile in quanto non comporterebbe per gli Stati creditori una cancellazione degli importi sui rispettivi bilanci e di conseguenza il determinarsi di un vuoto contabile per i medesimi.
La lezione che si ricava dalla drammatica situazione della Grecia, è che Bilanci e la Contabilità pubblica, sono materie che rientrano nella sfera e nella competenza della scienza ragionieristica e finanziaria e da queste discipline debbono essere gestite e regolate con rigore e competenza. Diversamente si sconfina nel dissesto e qualche volta nel disastro.
Si tratta di discipline rigorose, incompatibile con le categorie dell’ideologia e della filosofia, a cui sovente fanno ricorso alcuni politici.
Anche il ritornello di Renzi secondo il quale l’Europa deve cambiare verso, avere un anima e puntare agli investimenti e alla crescita, è necessario che questo slogan venga declinato in proposte concrete che possono riguardare piani di investimenti per opere pubbliche, linee di credito agevolato per investimenti alle piccole e medie industrie, finanziamenti per l’agricoltura, progetti per il rinnovamento della rete turistica, finanziamenti europei per le strutture scolastiche, per finanziare le università e la ricerca, ecc.
Senza dimenticare che in Italia attorno alle opere pubbliche si registrano grosse disfunzioni che fanno lievitare i costi senza produrre risultati visibili per quanto riguarda il completamento dei lavori. Da decenni sono in corso i lavori per completare la Salerno – Reggio Calabria che non terminano mai. Sono anni che cerchiamo di portare a compimento la linea ferroviaria dell’Alta Velocità Torino Lione con scarsi risultati circa gli avanzamenti. Allora, cambiare senso cosa vuol dire? Attuare piani di investimenti in che direzione? Dare un’anima all’Europa cosa significa? E’ giunto il momento di tradurre gli slogan in progetti concreti.

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