La prima neve (Italia, 2013) Andrea Segre


by Barbara Rossi  
Nella Valle dei Mocheni, in Trentino, i ragazzini imparano presto a parlare il dialetto stretto della loro comunità. Anche Michele, che ha dieci anni e un dolore profondissimo in fondo al cuore, con gli amici scambia battute in dialetto. Dani, invece, che nelle valli è approdato dopo un viaggio per mare avventuroso e tragico (ha perso la moglie, morta per il trauma della fuga clandestina subito, dopo avere dato alla luce la loro bambina) dal Togo, riflette in africano e con i compagni migranti come lui si esprime in francese. L’italiano, un po’ sporco e venato di altre inflessioni, è per tutti una seconda scelta. In questo coacervo di idiomi è difficile capirsi. Ma, se il dolore, la rabbia, l’impotenza e il senso di colpa dividono e isolano ciascuno nella propria solitudine
(anche Elisa, la mamma di Michele, che ha perso il marito e che rischia di perdere suo figlio, divisa tra l’affetto per lui e qualche goffo tentativo di ricominciare a vivere e ad
amare), la montagna, in questa storia, straordinariamente unisce. E’ lavorando in montagna con Pietro, il nonno di Michele, che Dani e lo stesso ragazzino ritrovano la quiete e la consolazione del saper fare, del lavorare con le mani, dello stancare il corpo, che porta su di sé il fardello del dolore. E’ andando per boschi (splendide le inquadrature di paesaggio, quell’immobile eppure viva bellezza della montagna che Segre sa cogliere) che Dani e Michele imparano a conoscersi, a rispettare e accogliere il dolore dell’altro come fosse il proprio. Infine, è solo con il cadere della prima neve, che attutisce i suoni e sfuma i contorni, che al posto del dolore si fa strada, lentamente, una piccola speranza di nuova vita.
Andrea Segre racconta, come nel suo primo film, Io sono Li (2011), una storia di integrazione, con estrema delicatezza e un linguaggio visivo scarno, essenziale, che trova la sua dimensione più congeniale nei prolungati silenzi sui quali il film è costruito.
“Le cose che hanno lo stesso odore devono stare insieme”, consiglia nonno Pietro a Dani. E per questo, come racconta La prima neve, non è indispensabile essere nati nello stesso luogo.  
Barbara Rossi   

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