I giocolieri della parola


by Guido Manzone  Città Futura on-line
L'Italia, si sa, è il paese del verbo e la sua classe dirigente da sempre ritiene di poter risolvere ogni problema con indolori giochetti di parole. E quali ne possano essere le conseguenze non è cosa che  interessa. Ad esempio,quando Mussolini pretese l'onore di partecipare all'occupazione militare dell'Unione Sovietica, i tedeschi risposero che poteva farlo a patto che le sue truppe fossero "autotrasportate". L'astuto Mussolini,abilissimo giocoliere della parola, rispose che le sue truppe erano "autotrasportabili" (ossia che si sarebbero potute trasportare sugli autocarri se ci fossero stati),ma in realtà gli autocarri non c'erano. Le conseguenze di questo bel giochetto di parole furono pagate dai nostri sventurati soldati,o meglio da quelli che restavano ancora vivi, costretti a ritirarsi a piedi per alcune migliaia di chilometri nella neve e nel gelo. Un giochetto di parole analogo si è recentemente ripetuto al convegno delle municipalizzate in Emilia Romagna,la cui assemblea ha votato a grande maggioranza il passaggio da "società pubblica" a "società prevalentemente pubblica",il chè vuol dire che la società da quel momento in poi può essere anche privata. Ciò che capiterà è facile
da prevedere: i furbetti, che si sono arricchiti gestendo le municipalizzate pubbliche, usando il maltolto compreranno essi stessi,o con prestanomi, il controllo delle stesse. Come è noto,a chi si occupa di queste cose, fanno principalmente gola gli acquedotti e le società di distribuzione del gas. Società, assai simili a miniere d'oro, che   agiscono in regime di monopolio assoluto distribuendo un bene a cui è impossibile rinunciare. Sempre in nome della prevalenza del "verbo" sulla  realtà, proprio mentre stavamo per scrivere questo articolo abbiamo appreso dalla televisione e per bocca di sua eccellenza il prefetto di Napoli che gli immigrati in Italia non si chiamano più immigrati, ma "ospiti".  E questo cambia un'altra volta tutto. E' chiaro che un minimo di civiltà e di educazione impone di trattare gli ospiti con la massima gentilezza e disponibilità  per dimostrare che gli italiani hanno letto il galateo di Monsignor Della Casa e sanno applicare le norme della buona creanza. Lungi da noi criticare la novella Italia che si ispira al pensiero del futuro Partito della Nazione e guarda con occhio benevolo gli ambienti clericali che, gestendo l'assistenza traggono enormi vantaggi economici dall'arrivo ulteriore degli immigrati, ci permettiamo di sottolineare le conseguenze che ciò avrà sul nostro attuale modo di vivere onde saperci adeguare per tempo. Gli immigrati oggi, quantomeno a livello ufficiale,sono circa quattro milioni e con le frontiere aperte,come in pratica sono,è probabile raddoppino nel volgere di pochissimo tempo. Secondo dati ufficiali dell'ONU, i disperati sul pianeta sono circa due miliardi di cui almeno uno con gravissimi problemi per garantirsi il poco  cibo indispensabile alla sopravvivenza.  Capita infatti che durante le carestie ,proprie dell'Africa, non si possa nemmeno più arrestare chi commette un reato poichè per procurarsi un minimo di cibo intere popolazioni sono disposte a farsi incarcerare. Anche le conseguenze del continuo sbarco in Italia sono prevedibili. A parte il fatto (non secondario) che si trasferiranno alla Mafia enormi capitali,ogni immigrato  rende alla Mafia 5000 dollari (dato ufficiale fornito da un'inchiesta della Gabanelli),un afflusso di milioni di persone che vanno ad aggiungersi ai quattro  milioni già presenti,rischia di sconvolgere e di paralizzare sia le strutture sanitarie che la scuola, non in grado di accogliere e di fornire servizi,senza nuovi e proporzionali investimenti.  Analogamente capiterà con la scuola,specie se andrà avanti la riforma voluta da Renzi. Il proposto 5 per mille versato dai genitori degli alunni alla scuola privata ,come previsto dalla riforma, creerà immediatamente  delle isole di privilegio e dei ghetti invivibili. Nei quartieri delle città abitati dalle classi a più alto reddito ci saranno scuole private con possibilità economiche molto elevate, proporzionale all'alto reddito dei residenti (che tra l'altro fanno molto meno figli degli "ospiti"), mentre le periferie urbane, con famiglie a basso reddito e sterminate frotte di bambini, saranno caratterizzate da scuole ghetto con marginali possibilità economiche ,senza contare le  difficoltà di insegnamento dovute alle diverse lingue e alle diverse culture presenti . Strano che di questo a sinistra non si sia  minimamente parlato e si sia lasciata alla destra e ai fascisti la strumentalizzazione e l'uso politico del disagio che sta vieppiù crescendo nei quartieri periferici ove da sempre sono relegati gli immigrati,alimentando un razzismo un tempo in Italia del tutto inesistente. E non fingiamo di meravigliarci quando ne subiremo le conseguenze in modo drammatico.

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