“Emma. Alle porte della solitudine” di Giovanna Fracassi: la quiete della notte nella corrente furente del fiumeOubliette
by Oubliette Magazine
“L’aria è cenere bagnata/ mentre le stelle/ si sono fatte liquide/ e fresca linfa risplende/ quando le nuvole si sono distese/ a riposare nella quiete del vento// ancora io cammino/ per accarezzare il profumo/ dei fiori d’acacia/ dolce stordimento dell’anima// e fingere per un attimo/ un attimo ancora/ che il cuore si sciolga/ in questa notte tiepida d’attesa.”
Emma - Alle porte della solitudine
Un Attimo e l’aria ricorda la cenere bagnata. La cenere del tempo che fu firmato con il sangue del verso. Immagini inesistenti di un’amante cortese e devota alla Natura. L’aria è cenere, le stelle diventano liquide, il caos della materia è contrapposto alla quiete del vento e del profumo dell’acacia. L’attimo è la speranza di poter sentire il cuore ancor pulsante d’amore sotto il ghiaccio del passato.
La donna, che soavemente partecipa dell’emozione, è in uno stato mentale di vicinanza con gli elementi naturali del Mondo. Salici, gigli, papaveri, fiordalisi divengono una porta verso l’infinito appagamento del suo essere. Una serenità eterna che vaga alla ricerca di risposte alle domande dell’accaduto, alle richieste di un presente insaziabile.
Equamente contrapposta alla riservatezza dell’amore è il mondo dell’essere immondo che, senza tana, vaga nel ... “Emma. Alle porte della solitudine” di Giovanna Fracassi: la quiete della notte nella corrente furente del fiume | oubliettemagazine

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