Aspettando il rumore dei passi ///
Te ne sei andato così,
improvvisamente,
in un giorno
di un mese
qualunque.
Sono rimasta incredula
per la tua assenza
come chi, ormai,
si abitua anche al buio,
e la luce non è altro
che sofferenza.
Aspettavo il rumore
dei passi che tornavano
lungo il viale dei ciottoli,
che ricordano un fiume
in secca,
seduta ad un tavolo rotondo
sotto una qualunque finestra.
A lungo ho contemplato
il succedersi di escandescenze e pace
improvvisamente,
in un giorno
di un mese
qualunque.
Sono rimasta incredula
per la tua assenza
come chi, ormai,
si abitua anche al buio,
e la luce non è altro
che sofferenza.
Aspettavo il rumore
dei passi che tornavano
lungo il viale dei ciottoli,
che ricordano un fiume
in secca,
seduta ad un tavolo rotondo
sotto una qualunque finestra.
A lungo ho contemplato
il succedersi di escandescenze e pace
e, con le mani in grembo aperte,
aspettavo il brivido
di ciò che più
non tace.
C’è chi dice
che il dolore abbia pari forza dell’amore
e forse ho atteso così a lungo
che ormai non ricordo
chi,
per primo, è andato via.

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