"Alessandria nel caos"


Il "comune in dissesto" torna sugli schermi della tv nazionale nella trasmissione "Dalla vostra parte" andata in onda su Rete 4. Ma questa volta il "caso" è l'aumento dello stipendio dei dirigenti di Palazzo Rosso. Mentre la gente in giro per la città "si arrabbia", il sindaco spiega "nessun aumento. Sono cambiati i tetti massimi delle fasce dirigenziali"
ALESSANDRIA - A puntare l'occhio delle “telecamere” ancora una volta su Alessandria è stata la trasmissione televisiva di Rete 4 “Dalla vostra parte” andata in onda martedì 7 aprile. Nel servizio della giornalista Silvia Vada, Alessandria viene presentata con l'ormai consueto biglietto da visita: un comune in dissesto. Che questa volta però,“aumenta lo stipendio degli 8 dirigenti di Palazzo Rosso” (da 3400 euro fino ad oltre 27 mila). Questo è infatti il “caso” trattato nel servizio. La giornalista del programma del Tg4 prova anche a chiedere spiegazioni dirette a due dirigenti nei corridoi di palazzo: dalla dottoressa Legnazzi arriva un “no comment”: “non posso rilasciare interviste proprio per il ruolo da dirigente che ricopro”. Dopo un primo “stop” a dare qualche
risposta è il ragioniere capo, Antonello paolo Zaccone: “si parla di 8 dirigenti che stanno facendo uscire il Comune dal dissesto”. E alla domanda “beh ma fuori, alla gente cosa diciamo?”, Zaccone risponde “non si nasce dirigente. Io ho due lauree e credo di fare e meritare per quello che prendo”.
Ovviamente altri sono i toni che emergono dai commenti dei cittadini: la giornalista domanda alla gente per le strade del centro storico e al mercato. “un Comune tutto da rifare”, “più c'è crisi più loro guadagnano” e ancora “beato lui che ha due lauree. Ma l'operai che lavora anche più di lui?”. Per concludere con un “sono arrabbiato. Anzi incazzato”. 
“Non c'è nessun aumento di stipendi” ha prontamente replicato il primo cittadino Rita Rossa. “Sono cambiate le fasce dirigenziali e sono cambiati i tetti massimi dei dirigenti. Così allo stesso modo in cui si citano i tre dirigenti (su 8) ai quali è stato innalzato a 50 mila euro il tetto massimo (dai 45 mila euro cui erano stati portati tutti) per un maggior carico di incarichi e quindi di responsabilità, sarebbe corretto sottolineare anche le dirigenze a cui è stato abbassato a 40 mila euro, come la dirigenza all'Ambiente ad esempio”. Un tetto massimo che era già stato diminuito dalla amministrazione di Rita Rossa di circa 10 mila euro a dirigente, “passando da 60 mila euro a 45 mila”. “Quello che si sta cercando di fare – ha proseguito il sindaco – è cercare di creare un sistema più legato ai risultati, ovvero con quote di stipendio più basse che salgono al raggiungimento degli obiettivi raggiunti”. Il fondo quindi destinato ai dirigenti è sempre lo stesso, “solo distribuito diversamente”. 
Un altro aspetto sul quale il sindaco pone l'attenzione è quello delle norme e delle regole imposte dal contratto nazionale di lavoro. “Sono le norme che vanno cambiate. Ma su questo il potere di azione è del Governo, del legislatore”. Ci sono determinati “paletti” all'interno dei contratti di lavoro – anche per i dirigenti – che se non vengono rispettati finiscono subito in pratiche in mano al giudice del lavoro. “E per la buona parte dei casi, chi fa il ricorso al giudice del lavoro, ha sempre ragione”. Così per le amministrazioni il rischio è di dover “pagare salato”. L'invito del sindaco a tutte le forze politiche è quindi di “mettere in moto i propri parlamentari per portare avanti proposte di ammodernamento di queste norme che regolano i contratti di lavoro”.
Qui il video della puntata intera: nei primi minuti il servizio ad Alessandria e al minuto 16' la replica del sindaco Rossa. 
9/04/2015

Commenti