Negli
Usa le vaccinazioni obbligatorie sono molte di più che in Italia. Ma il
movimento anti vaccinazioni sta diventando massivo e a mio parere inquietante
OPINIONI
- Mi ricordo ancora le vaccinazioni di massa di quando ero bambina: venivamo
messi in fila all’Ufficio d’Igiene, in via Verdi, a seconda della vaccinazione,
a mostrare il braccio, la lingua o il sederino alla “vigilatrice d’infanzia”,
che ci vaccinava stile catena di montaggio. Erano pochi però i vaccini che
venivano somministrati allora e tutte le altre malattie ce le facevamo: o prese
a scuola o prese da fratelli e sorelle che ce le portavano a casa. Alcune erano
una passeggiata, come la rosolia, altre mica tanto, come il morbillo, gli
orecchioni, la varicella o la scarlattina. Però non c’erano i vaccini e non si
poteva fare altro che ammalarsi o sperare in un’immunità genetica. Ora ci sono
molti più vaccini a disposizione, ma anche molte regole diverse a seconda di
dove si vive e
soprattutto dibattiti furiosi su vaccini sì-vaccini no.
In
Italia le vaccinazioni obbligatorie sono poche. Tutte le altre sono volontarie,
anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l’uso e ne garantisce la
gratuità. Con la vaccinazione obbligatoria sono di fatto state eradicate malattie
terribili e responsabili di milioni di morti come il vaiolo, quasi cancellate
malattie molto pericolose come la poliomielite e sono state quietate malattie
con possibili effetti collaterali molto gravi e possibili morti nei bambini
piccoli.
La
rosolia per esempio, fatta come malattia esantematica da bambini è una
cavolata, ma fatta come donna adulta in gravidanza provoca gravi malformazioni
del feto. E questo è solo un esempio. Io vivo negli Usa e le vaccinazioni
obbligatorie sono molte, e molte di più che in Italia. Se aprite il link qui vedrete che solo per immigrare negli Usa la lista di
vaccinazioni obbligatorie è molto lunga. E devo essere sincera, non ho letto
che facciano eccezioni a riguardo. Mentre i bambini che sono nati e vivono qui,
anche se dovrebbero essere vaccinati per tutto quando vanno a scuola, possono
essere esentati dalle vaccinazioni per gravi problemi fisici (neonati prematuri
con problemi cardiaci o neonati con altri problemi alla nascita, bambini che
stanno facendo chemioterapia o che hanno la leucemia e non possono ricevere
vaccinazioni e tutti quei bambini che hanno le difese immunitarie compromesse)
o per motivi religiosi ed etici. Questi in molti Stati devono essere espressi e
documentati, altrimenti i genitori possono essere denunciati per maltrattamento
su minori, se non vaccinano i propri figli.
Ma
sta accadendo la cosa più assurda. Mentre ancora si sta lottando perché tutti i
bambini vengano vaccinati nelle zone più povere delle città americane, con
cliniche gratuite a disposizione della popolazione (ne facevano pubblicità in
tv proprio l’altro giorno), nelle zone benestanti c’è un’inversione di tendenza
e le domande per le esenzioni stanno aumentando in maniera esponenziale. Esse
non sono certo causate, per fortuna, dalla massiccia presenza di bambini con
gravi deficit immunitari, ma da un movimento anti vaccinazioni che sta
diventando massivo e, a mio parere, inquietante. Per carità, tutti liberi di
fare quello che vogliono, ma vorrei solo dire una cosa. Se molti genitori
pensano che sia superfluo vaccinare i propri figli se lo possono permettere per
quella che viene chiamata immunità di gruppo o gregge.
Dal
sito Associazione Vaccinare informati: “Il gregge ha una sua immunità.Una
persona non vaccinata che vive tra tanti vaccinati gode della herd immunity, si
dice comunemente. I soggetti vaccinati riducono la circolazione dei virus e dei
batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità che i non
vaccinati possano ammalarsi. Questa 'immunità di gruppo' (o di gregge o di
branco) si realizza quando il 95% della popolazione è vaccinata contro una
determinata malattia”. Questo fatto permette di proteggere quei bambini
sfortunati che, non potendo essere vaccinati per gravi malattie o deficienze
immunitarie, si basano sulla nostra immunità per non ammalarsi e subire gravi
danni. Quasi direi che è una responsabilità civile verso i più deboli.
Ma
da dove nasce questa avversità a fare vaccinare i propri figli? Per la diretta
correlazione tra autismo e vaccini (anche se il possibile colpevole sarebbe
solo il trivalente Mmr) che viene sbandierata da chi è contrario alle
vaccinazioni. Non si può negare che in bambini immunocompromessi la
vaccinazione può provocare encefaliti e altri danni permanenti: per quello
esistono le esenzioni e dovrebbe essere la responsabilità del medico, non del
genitore, lo stabilire se il bambino può sopportare o no una determinata
vaccinazione. Da qui si passa poi a considerare malasanità o solo terribile
sfortuna se qualcosa succede.
Purtroppo
le informazioni su internet sono contraddittorie e tutti dicono tutto e il
contrario di tutto. In questo caso troppa informazione (sbagliata) ha fatto il
danno più grande. Si è persa la strada, si è fatta di tutta l’erba un fascio.
Si sono creati movimenti “estremisti” di genitori pro e contro le vaccinazioni:
tutti rimangono sulle loro posizioni e nessuno è disposto ad ascoltare l’altro.
Così
succede che negli ultimi giorni notizie di questo genere siano salite alla
ribalta: L’Italia viene ripresa dall’Oms per i numeri crollati delle
vaccinazioni (Corriere della Sera), 5 casi di meningite in pochi giorni e comunque in
crescita del 17% nell’ultimo anno, fonte Ansa, e una epidemia di morbillo che è dilagata negli Usa
partendo da Disneyland, che sta allarmando un po’, ma che si autolimiterà per
l’ancora elevata percentuale dei vaccinati.
Per
quanto mi riguarda, mi sono fidata delle mie conoscenze scientifiche e della
scienza ufficiale e ho fatto vaccinare mia figlia per tutte le malattie per cui
la vaccinazione è richiesta. Anche per la meningite. Lei era una bambina forte
e senza immunodeficienze: la pediatra l’ha visitata e ha stabilito che era
pronta a ricevere il vaccino. Anche qui viene dato un opuscolo sugli effetti
collaterali della vaccinazione, ma non mi ricordo di aver firmato nessun
consenso e per sicurezza ho chiesto conferma ad un’amica che sta facendo fare
le vaccinazioni alla sua bimba ora, e anche lei ha confermato. È la sola
responsabilità del medico il decidere se il bambino è pronto o no a ricevere la
vaccinazione.
Per
concludere: ho fatto il morbillo a 5 anni e ancora mi ricordo come stavo male,
l’ho trasmesso a mio fratellino che aveva pochi mesi e l’ho mandato
all’ospedale, facendogli rischiare la vita. Lui si è ampiamente vendicato negli
anni portando a casa ogni malattia possibile, che mi ha generosamente elargito.
Ma mi domando: perché rischiare la vita o la salute dei propri figli per
malattie per cui c’è prevenzione, quando dobbiamo già preoccuparci per molte
altre cose? Non cambierò la vostra opinione a riguardo, ma questa è la mia.
11/03/2015
Claudia
Pessarelli - redazione@alessandrianews.it

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