by Alessandria Post
Alessandria incontro questa sera alla Taglieria
del Pelo, 20/3, ore 21.
Differentemente da ciò
che ha detto Chicco Testa a “Servizio Pubblico” il giorno delle dimissioni del
ministro Lupi, la corruzione non colpisce indifferentemente opere utili ed
opere inutili, ma produce molte più
tangenti nelle opere inutili. Semplicemente perché è difficile che qualcuno
vada a controllare se un'opera che è poco o niente utilizzata sia stata fatta
bene oppure no. Ed in mancanza di controlli estrarre tangenti è più facile,
mentre se un'opera è utile gli occhi puntati su di essa possono essere troppi.
Di conseguenza è
lecito pensare che l'intreccio mafia-politica imperante produca opere tendenzialmente o totalmente inutili.
Questo per dire che
dopo aver esaminato per anni Terzo Valico e Torino-Lione senza averci trovato
giustificazioni che stessero tecnicamente in piedi c'era da aspettarsi la
presenza di un castello di corruttele che, a quanto pare, sta iniziando a
franare. E un ulteriore indizio è stato il pervicace rifiuto da parte dei
politici favorevoli, l'ultimo è stato il senatore Morando, a sostenere un
dibattito pubblico serio ed approfondito. Non interventi di cinque minuti ma le
giornate che servono ad esaminare seriamente, in contradditorio, i moltissimi
aspetti in ballo. Un
confronto vero ed esaustivo con esperti e non con sindaci
mandati allo sbaraglio. Un confronto che, contrariamente a quanto sostiene
ancora Chicco Testa, non c'è mai stato.
Quando è stato pensato
il Terzo Valico le navi portacontainer più grandi avevano un pescaggio di circa
12 metri e con i suoi 15 metri il porto di Voltri andava bene, mentre quello di Sampierdarena era al limite. Ma in
vent'anni la dimensione delle navi è triplicata e le banchine del porto di Voltri non sono nemmeno
state in grado di accogliere la Costa Concordia quando vi è arrivata con un
pescaggio di 18 metri a causa dei cassoni di galleggiamento. Infatti è stata
accostata molto lontano, vicino alla diga, dove il fondale era appena
sufficiente, per una demolizione molto più complicata.
Le nuove grandi
portacontainer andranno invece a Vado su un fondale di 23 metri, rendendo
ancora più inutile il Terzo Valico ferroviario. Ancora più inutile perché era già abbondantemente
inutile di suo.
Inutile perché, ad
esempio, non è vero che da Suez la via più veloce per Rotterdam passa da
Genova. Infatti sbarcando in Calabria
o un Puglia si guadagna mezza giornata, e sbarcando in Grecia o in Turchia si
guadagna un giorno intero.
Inutile anche perché,
essendo assodato che il trasporto di merci in ferrovia conviene solo per
distanze di almeno 400 km, per il grosso delle merci è molto più conveniente il
trasporto stradale dato che Milano e Torino distano da Genova meno di 200 km.
Inoltre l'altezza
delle gallerie esistenti non è più un problema perché, grazie a lavori effettuati e ai carri
Modalohr, dal giugno 2012 sotto il vecchio Fréjus viaggiano anche i normali
Tir alti 4 metri. Su Genova invece
viaggiano solo contenitori, i più alti dei quali vengono caricati su carri
ribassati come normalmente si fa in gran parte d'Europa.
Ma per usare davvero
la ferrovia per le merci occorre fare ben altro.
Anziché scavare
tunnel più bassi e più lunghi occorre affrontare il problema delle pendenze
aggiungendo dei cavi ai vagoni merci per collegarli in modo da gestire anche
locomotori di spinta in coda. Anche
perché in Italia le pendenze da superare sono ovunque e non solo sulle alture
di Genova e in Val Susa.
E poi occorre, come
fanno gli Svizzeri, sfruttare le più recenti tecnologie per recuperare energia
in discesa ed in frenata come si fa con le auto ibride. Ma per farlo occorre
rendere reversibili le linee elettriche come si fa, cambiando il contatore di
casa, con il fotovoltaico. E per fare questo occorre intervenire su un certo
numero di locomotori e su più di 1000 sottostazioni ferroviarie dislocate in
tutto il paese.
Per usare davvero il
treno per trasportare le merci occorre anche trovare il modo di caricare e
scaricare contenitori in stazioni anche piccole. Perché usare la ferrovia significa caricare i
contenitori dall'altro e questo deve avvenire in assenza di linea elettrica al
di sopra dei binari. Per farlo ora si agganciano dei locomotori diesel ai treni
merci per muoverli, perdendo molto tempo. Anche per questo in Italia i centri
intermodali sono pochi, e per raggiungerli spesso si percorrono anche ben più
di 100 km su strada, tanto che spesso conviene tirare diritto fino alla meta
facendo prima. Occorre invece, e la presenza di un locomotore in coda aiuterebbe,
togliere parte della linea elettrica su un binario di servizio, nelle stazioni
in cui c'è, e asfaltare l'area in modo da poter caricare a 20-30 km dalle zone
industriali, rendendo più competitiva la ferrovia rispetto alla strada.
Tutte cose che costano
meno dei due tunnel e che creano più posti di lavoro, dal metalmeccanico al ricercatore universitario, con
sviluppo di tecnologie anche esportabili.
Ma andrebbe rivista
l'intera politica europea dei trasporti che anziché imporre l'uso di
contenitori su pianali ferroviari per l'attraversamento dell'Europa in senso
Nord-Sud, con una percorrenza di 2000 km usando le ferrovie che già ci sono,
favorisce il carico dei camion sui treni in Austria e Svizzera (15 tonnellate
di tara anziché 5) percorrendo non più di 500 km in ferrovia ed altri 1500 km
su strada.
Che lo scavo del Terzo
Valico servisse a tutt'altro è apparso chiaro quando si è visto che, benché
approvato nel 2006, il Terzo Valico è partito solo nel 2012. Sei anni impiegati
a spostare da una cava (e da una tasca) ad un'altra circa 3/4 delle terre da
scavo, e anche a progettare discariche.
Il Terzo Valico ora è un inutile ma enorme movimento terra. E quindi un'occasione di copertura di rifiuti
interrati in precedenza (come nella
cava Castello Armellino tra Sale e Tortona) e un'occasione, molto redditizia,
per smaltire altri rifiuti. Magari facendo delle discariche a fianco delle cave
per facilitarne l'accesso a tutte le ore, giorno e notte (come potrebbe
avvenire a Sezzadio e a Spinetta Marengo).
Ma a seguito di ciò il
Terzo Valico è diventato anche un danno alle falde acquifere, spesso rilevato
troppo tardi a causa dalla lentezza del movimento dell'acqua di falda. Danno apparso più grave con l'uscita, nel 2009, di una
pubblicazione sulle riserve acquifere profonde del Piemonte, in cui i geologi
hanno identificato 3 grandi “serbatoi” in profondità: ( www.regione.piemonte.it/ambiente/acqua/dwd/documentazione/testo_idrostat.pdf) nell'alessandrino, nel cuneese e nel vercellese. Con
notevole mira le cave del Terzo Valico hanno centrato la riserva alessandrina,
e le cave della Torino-Lione la riserva vercellese.
Questo si intreccia
con la storia delle migliaia di pozzi (in maggioranza mai denunciati) che portano l'inquinamento dalle
falde superficiali alle falde profonde
e che andrebbero subito sistemati (per legge entro il 2016) a spese dei
proprietari (da 10 a 30mila euro a pozzo). Una cosa che non avverrà mai senza
una sanatoria e un bel po' di miliardi di euro da parte dello Stato (che invece
li regala alla corruzione che gira attorno ai tunnel).
Questo però cambia le
cose. Perché all'aleatorietà del pericolo amianto, presente nelle montagne scavate, si aggiunge la
forte probabilità che case e terreni crollino di valore per l'impossibilità di
coltivare e allevare animali a causa delle falde acquifere inquinate.
E' quindi il momento
di muoversi, pensando alle generazioni che verranno, e spiegando ai sindaci che
non si scambia il futuro con quattro rotonde. E magari evitando fuorvianti
discussioni sulla Tav, perché quei tunnel non riguardano l'alta velocità ma
il trasporto merci, e le due cose sono incompatibili. Perché i treni merci (che non superano i 120kmh) pesano
anche 2000 tonnellate, e metterli su binari fatti per far viaggiare a 300kmh
treni da 500 tonnellate equivale ad aprire la pista di Monza ai Tir.
Ne parleremo venerdì sera ad
Alessandria (Taglieria del Pelo, ore 21), in un incontro organizzato da Medicina
Democratica.
Tino Balduzzi - Alessandria

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