Spigata Primavera
tra il pesco e il tuo
dolore
ponesti le parole
e come cielo schiuso,
precipitasti a marzo
sopra
i tetti
attraversando campi
e cuori aperti.
Tanto hai dormito
credendo d’esser sveglia
e ti
teneva in vita
la favola più bella
E’ giunto il tempo,
Spigata Primavera,
di
apparecchiar le mense
col tuo pane
e peregrina andare
a mieter pace.
Maria Teresa Infante
Inedito
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s.m.i.

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