(dal Corriere di Novara del 2 febbraio 2015; articolo di
Lucia Panagini)
Confermata l’istanza di recupero dell’ex Consultorio
nell’area Sud
NOVARA – “Un progetto che ha messo radici”. La definizione
usata spesso da Mariella Enoc, vicepresidente della Fondazione Cariplo, è forse
la fotografia più precisa del progetto SpeDD (Sperimentazione percorsi
Democrazia Deliberativa), che da due anni sta facendo provare a Novara e ai novaresi
i metodi della democrazia deliberativa. In una recente riunione interna si
è fatto il punto sul progetto che, in due anni, ha coinvolto in
maniera
continuativa decine di novaresi, producendo i primi frutti visibili a tutta la
popolazione. Nata da un’intuizione del professor Renato Balduzzi,
costituzionalista e ora membro del Consiglio Superiore della Magistratura, e
promossa dall’Associazione Territorio e Cultura Onlus la Sperimentazione di
percorsi di democrazia deliberativa di Novara è risultata vincitrice del bando
Cariplo sulla Coesione sociale 2012. Alla base c’è l’idea di tornare a far
partecipare i cittadini alla vita pubblica attraverso una discussione
informata, chiamata – con echi dell’Antica Grecia – agorà deliberativa. In
parole povere: sono i cittadini stessi ad individuare i problemi del proprio
quartiere, a proporre soluzioni e a metterle in pratica, grazie all’aiuto di
operatori competenti preparati in collaborazione con l’Università del Piemonte
Orientale.Come previsto il progetto, pur mantenendo un’unità d’intenti, negli
ultimi mesi si sta ramificando in percorsi di quartiere e in specifici
micro-progetti tematici. Il più progredito riguarda l’area Sud della città
(Villaggio Dalmazia, Rizzottaglia e Bicocca), dove già a marzo di un anno fa si
era svolta la prima agorà di quartiere. Qui è già stato previsto il recupero –
per ora solo ideale ma presto anche nei fatti – dell’ex Consultorio di piazza
Donatello alla Rizzottaglia, di proprietà del Comune. A chiedere di
riaprire la struttura, con nuove finalità, sono stati nei mesi scorsi gli
stessi cittadini coinvolti nel percorso di democrazia deliberativa
attuato nei quartieri Sud.“Fin dall’inizio abbiamo puntato molto su questo
progetto – è il commento del presidente di Territorio e Cultura Alberto Cantoni
e della vicepresidente Franca Franzoni – un progetto che mira a coinvolgere
tutta la città nell’ottica di riconnettere il tessuto fra cittadini e
istituzioni, dando un valore aggiunto alla nostra società che rimarrà anche
quando il percorso sarà terminato”. Ottimi finora i risultati secondo il “papà”
del progetto Renato Balduzzi, che è intervenuto recentemente a un incontro dei
rappresentanti di tutti i partners coinvolti nel progetto, promosso
dall’Associazione Territorio e Cultura presso l’Asilo San Lorenzo. Presenti,
tra gli altri, anche il Prefetto di Novara, Francesco Paolo Castaldo, e il
sindaco di Novara, Andrea Ballarè. “Per la sua precisione metodologica,
l’ottima documentazione e il dialogo continuo con le istituzioni cittadine la
sperimentazione novarese è di certo all’avanguardia tra quelle tentate finora
in Italia – ha sottolineato il professor Balduzzi – Se si riuscirà ad
intrecciare ad essa anche un progetto di welfare di comunità, poi,
l’esperimento novarese potrebbe diventare davvero un unicum nel panorama
nazionale”.
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