Ho
dovuto contare sulle dita, come i bambini, per non perdermi nei numeri che
stanno diventando molto grandi.
Sono
passati 37 anni da quel giorno di Febbraio in cui mi hai chiesto di diventare
la tua ragazza. Eravamo bambini davvero. E ora che nostra figlia ha un ragazzo
di cui si e` innamorata alla stessa eta` in cui abbiamo cominciato noi, e`
strano. Ci sembra ancora troppo piccola per iniziare una cosa seria, poi
pero`ci guardiamo negli occhi e cosa possiamo dirle? Stai sbagliando, goditi la
vita, prova
esperienze diverse?
Ma
allora vorrebbe dire rinnegare quello che la nostra vita e` stata e io tornerei
indietro e ricomincerei tutto daccapo e sempre con te.
Quasi,
quasi sono al punto che non mi ricordo la vita prima di te, se penso a
qualcosa: ci sei anche tu. E io spero di esserci stata per te.
Non
so se mi rendevo conto quel giorno di febbraio che saresti stato tu il compagno
della mia vita ed il padre di un figlio a cui di certo a 15 anni non
pensavo.
Eravamo
al Liceo e poi avremmo avuto ancora tutta l'universita` davanti. Che matti,
eppure gli anni passavano e non c'era motivo per non continuare. Ci volevamo
bene e allora perche` lasciarci?
Di
dubbi io ne ho avuti, alcuni, ma passeggeri, magari anche tu. Ma se siamo qui
vuol dire che erano appunto passeggeri. Poi la laurea, il lavoro, la prima
trasferta. Dai sposiamoci prima!E noi, che erano gia` nove anni che eravamo
insieme, alla fine ci siamo sposati in fretta e furia perche` tu dovevi andare
in trasferta e non volevamo aspettare un altro anno.
Cosi`
la casa non c'era e abbiamo passato i primi mesi in un appartamento
ammobiliato. Ti ricordi? Le settimane di insalata caprese perche` non sapevo
cucinare niente? Negli anni sono migliorata, dai, ma soprattutto ho
sposato te che ti sei rivelato un ottimo cuoco.
E
poi l'incidente ed il primo anniversario passato in ospedale. La mia mente e`
ancora molto annebbiata a proposito. Ero fuori di melone e lo sono stata per un
bel po', forse un po' lo sono rimasta. Ma ci penso a quel giorno , che ha
lasciato un buco nella mia memoria, e piu` ci penso, piu` mi rendo conto di
come siamo stati fortunati, potevamo non essere piu` qui. Per me sarebbero
bastati pochi centimetri e probabilmente sarei morta li`. Non avrei avuto la
vita che abbiamo avuto e la nostra Francesca.
E
poi gli anni passano e siamo una coppia senza figli, ma a quell'eta` tanti
amici con figli non ne avevamo, per cui andava bene cosi`. Per mettere via i
soldi per comprarsi la casa, ristrutturarla e poi con due lavori stabili
pensare ai figli.
Ma
i figli non arrivano e allora io comincio a vedere solo donne incinte e
pancioni e comincio a pensarci e mi sento vuota e facciamo di tutto, ma non
cambia niente: siamo sempre in due.
Ma
in realta` cambia eccome qualcosa. Ti chiedono di partire per una
possibilita`di lavoro temporanea 3 anni, ma io non voglio rimanere in Italia.
Voglio stare con te.
E
partiamo e ricominciamo di nuovo: lasciamo le famiglie e gli amici, il mio
lavoro e la nostra nuova casetta, che non ha neanche fatto in tempo di essere
usata.
E
avviene il miracolo: dopo due mesi il test di gravidanza risulta positivo.
La
vita cambia, ancora. Siamo genitori dall'altra parte dell'oceano, di una
piccola italiana che per caso e` nata negli Stati uniti. Per caso o per un
destino che a riguardarlo mi sembra una favola.
Altri
cambiamenti, certo, ma questa storia la sto raccontando nel mio blog, in cui ci
sei sempre tu vicino a me.

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