by Cristina Biolcati
La Befana, nell’immaginario collettivo, è una vecchia signora che nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, a bordo di una scopa, porta dolciumi ai bambini buoni. Una sorta di Babbo Natale in gonnella, ma molto meno esosa! Sia per quanto riguarda i doni, sia per il mezzo di trasporto utilizzato. Veste di nero, ha un nasone e grossi nei pelosi sul viso. Pone i suoi doni, generalmente dolci e frutta, nella calza che i bimbi preparano appesa al camino. Chi non possiede un camino, sicuramente nutrirà qualche dubbio in proposito, ma l’anziana donna riesce ad agire anche in posti diversi.
Secondo la leggenda popolare, i Re Magi, che diretti a Betlemme per adorare il Bambino non riuscivano a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchina. Malgrado le loro insistenze, affinché la donna li seguisse a far visita al piccolo, ella si rifiutò di accompagnarli e rimase chiusa in casa. In seguito, pentitasi di non averli aiutati, preparò un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, ma invano. Non li ritrovò più. Così si fermò ad ogni casa, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di loro fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, la notte del 6 gennaio, facendo regali a tutti i bambini, nella speranza di farsi perdonare. Una sorta di “espiazione” la sua che, nel corso dei secoli, continua a perpetrarsi.
È proprio il caso di dirlo:
La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Con le toppe alla sottana
Viva viva la Befana!

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