Asal Alinejad è una ragazza iraniana che ha vissuto e
studiato per due anni in Italia, a Pisa, dove ha frequentato l'università. Nel
novembre 2012 ha ricevuto un'offerta di lavoro in Ecuador. Ha accettato,
pensando che sarebbe stata una buona occasione per imparare lo spagnolo. Ora,
però, si ritrova intrappolata: costretta a vivere ad Ambato, una piccola città
sulle Ande, senza lavoro né diritti. Senza, soprattutto, la possibilità di
raggiungere l’Italia, dove vorrebbe tornare per
completare gli studi e vivere
in libertà.
Due anni fa, non appena arrivata in Ecuador, Asal si sente
dire che la scuola dove dovrebbe lavorare sta per chiudere. Intenzionata
comunque a imparare la lingua, decide di restare. Cerca un’altra occupazione e
viene assunta in un albergo. Dopo sette mesi, per una serie di problemi legati
al lavoro e al visto turistico, si convince a tornare in Italia. Ecco, allora,
l’inizio del calvario. Il suo permesso di soggiorno in Italia non è più valido
e per rinnovarlo ha due sole possibilità: restare in Ecuador, affidandosi alla macchinosa
burocrazia del Paese, o tornare in Iran. Per motivi politici, la
seconda alternativa non le è possibile.

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