Alessandria: Oggi Lunedì primo dicembre e' in corso lo sciopero proclamato dalla CISL di tutti i lavoratori del pubblico impiego (Scuola, sanità, enti locali, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, terzo settore, sicurezza e soccorso, università e ricerca), al fine di chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ormai bloccato da sei anni.
le categorie del Pubblico Impiego di Alessandria-Asti (Funzione Pubblica, Cisl Scuola, Cisl Medici, Federazione Nazionale sono scese in piazza con due presìdi di testimonianza e protesta:
-ad Alessandria davanti alla Prefettura in Piazza della Libertà dalle 9,30 alle ore 12,30
In allegato nota della Cisl Fp che spiega le motivazioni della protesta del 1 dicembre e volantino della Cisl Scuola, unitamente alla nota che presenta la mobilitazione del 4 dicembre a Milano: il prossimo giovedì infatti tutta la Cisl piemontese scenderà in piazza a Milano per una delle tre grandi iniziative nazionali di mobilitazione "Per il Lavoro e per il Sociale" promosse dalla Cisl in tre città diverse: il 2 dicembre alla Leopolda di Firenze, il 3 al Palapartenope a Napoli e il 4 appunto a Milano in Piazza della Scala.
Chiedendovi cortesemente la segnalazione dell'iniziativa ringraziamo per l'attenzione.
Paola Toriggia
Ufficio stampa Cisl Alessandria
Alessandria-Asti
IO sciopero per il mio contratto
perché il lavoro pubblico è un bene di tutti... in Piemonte come in Italia
perché il lavoro pubblico è un bene di tutti... in Piemonte come in Italia
Lo slogan scelto per lo sciopero del 1° dicembre della CISL Funzione Pubblica non poteva essere più appropriato e richiama ciò che i lavoratori della CISL FP delle province di Alessandria e Asti e del Piemonte credono profondamente.
Che “il lavoro pubblico sia un bene di tutti” è una convinzione che, tuttavia, qualcuno al Governo continua vistosamente a far finta di non capire comportandosi con molti proclami, molte confusioni e alcune clamorose e inaccettabili “leggerezze”.
Sì, perché, proprio per essere buoni, possiamo definire una “leggerezza” quella di spostare nuovamente al futuro i rinnovi dei contratti dei lavoratori che ormai giacciono bloccati da sei anni.Per essere invece meno buoni e più realisti, dobbiamo dire che il Governo con il proprio atteggiamento nei confronti delle questioni del lavoro pubblico sta prendendo una cantonata dopo l’altra, entrando vistosamente in contraddizione con i propri obiettivi di rinnovare il Paese.
Non si rinnova il Paese voltando la faccia di fronte alle richieste sacrosante che riguardano direttamente i lavoratori (e complessivamente tutti i cittadini): il rinnovo dei contratti di lavoro, innanzitutto, ma anche il rilancio della contrattazione integrativa, la riorganizzazione delle Amministrazioni, dei corpi dello Stato, l’innovazione vera nella Scuola e nei servizi pubblici, le certezze che attendono da troppo tempo i lavoratori precari e la fine del dumping contrattuale nel privato...
Per questo, i lavoratori pubblici CISL delle province di Alessandria e Asti insieme a quelli di tutte le altre province piemontesi, il 1° dicembre sanno che il loro “incrociare le braccia” lancerà un segnale forte: un segnale che tenterà di suonare la sveglia al Governo e – in un abbraccio di mobilitazione forte e condivisa che unirà tutti i lavoratori (cislini) italiani – vorrà ancora provare a “pensare positivo”.
Se infatti il Governo latita, svilisce e fa confusione (interessata?) sulla tutela dei diritti dei lavoratori pubblici e sulle reali direttrici di sviluppo dell’Italia, la CISL non indietreggia.
La CISL “rilancia il gioco” nella consapevolezza che la mobilitazione intrapresa e gli effetti della grande manifestazione dello scorso 8 novembre stanno cominciando a farsi vedere anche perché sono (solo) una tappa di un percorso che, insieme a tutti i cittadini italiani, proseguirà fino a quando (anche alla luce delle novità del Job Acts) in Italia tutti si convinceranno che “il lavoro pubblico è un bene di tutti” e tutti (governo, lavoratori, sindacati) se ne prendono cura,: senza ipocrisie e falsi solidarismi, con senso di responsabilità e con un’attenzione sincera - a rendere il nostro sistema di welfare in condizioni di correre e di sostenere persone e comunità nel momento di maggior bisogno.
Insieme a Giovanni Faverin e Francesco Scrima, Segretari nazionali Cisl Lavoro Pubblico , diciamo pertanto a gran voce che «i lavoratori dei servizi pubblici pretendono non solo rispetto e riconoscimento della loro dignità, ma anche di mettere le loro professionalità e competenze al servizio del cambiamento per il Paese». Questo è da sempre il nostro obiettivo: questo è il motivo per cui ci ritroveremo, come CISL FP il 1° dicembre a dire “Io sciopero per il mio contratto” e, per i lavoratori pubblici CISL FP di Alessandria e Asti, a promuovere anche un presidio di testimonianza e protesta lo stesso giorno di fronte alla Prefettura di Alessandria, in piazza della Libertà.
Per informazioni su modalità di svolgimento e adesione dello sciopero è possibile contattare la segreteria Cisl Fp Alessandria-Asti al numero 0131-204740.
Alessandria, 21.11.2014
Fabrizio Sala
Segretario provinciale CISL FP Alessandria-Asti
Alessio Ferraris
Segretario generale CISL Piemonte
CISL IN PIAZZA PER IL LAVORO E IL SOCIALE
Lunedì 1° dicembre sciopero generale dei lavoratori pubblici, con presidi e manifestazioni nelle principali città del Piemonte, e giovedì 4 dicembre una grande iniziativa in piazza della Scala a Milano
Torino, 26 novembre 2014
La Cisl si mobilita per il “lavoro e il sociale”.
Dopo la scelta di non proclamare lo sciopero generale con Cgil e Uil, il sindacato guidato da Annamaria Furlan ha deciso di promuovere per lunedì 1° dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie del pubblico impiego (Scuola, sanità, enti locali, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, terzo settore, sicurezza e soccorso, università e ricerca) e tra grandi iniziative nazionali (il 2 dicembre alla Leopolda di Firenze, il 3 al Palapartenope a Napoli e il 4 a Milano.
“Il primo dicembre – spiega il segretario regionale Cisl, Alessio Ferraris – abbiamo deciso di proclamare un’intera giornata di sciopero in tutti i comparti del settore pubblico per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti pubblici. Il governo, quando parla di precari e lavoratori, deve ricordarsi che, in qualità di datore di lavoro occupa il 60% dei precari italiani e che non rinnova il contratto di lavoro da 6 anni. Il comparto pubblico è centrale e fondamentale per lo sviluppo dell’economia. Agli imprenditori non interessa l’articolo 18, ma una amministrazione pubblica moderna e un fisco più indulgente con i redditi da lavoro e più severo nei confronti di chi evade ed elude le tasse”.
Secondo le categorie pubbliche della Cisl la decisione del governo di non stanziare i fondi per il rinnovo contrattuale nella Legge di Stabilità è inaccettabile perché colpisce le retribuzioni, con una perdita del potere di acquisto di circa 5 mila euro, e mortifica la dignità e la professionalità di questi lavoratori che rappresentano invece il cuore pulsante e il nervo vivo del sistema pubblico e del welfare nel nostro Paese.
Sono circa 220 mila i lavoratori pubblici in Piemonte, di cui quasi 60 mila nella scuola (45 mila docenti e 15 mila personale Ata).
Presidi e manifestazioni sono in programma nelle principali città piemontesi dalle ore 9.30 alle 12.30 di lunedì 1° dicembre.
A Torino, il sit-in si svolge in piazza Palazzo di Città, sotto la sede del Comune, ad Alessandria ed Asti davanti alle rispettive Prefetture (in piazza della Libertà e piazza Vittorio Alfieri), a Cuneo, sotto la sede Cisl (in via Cascina Colombaro 33) e a Novara al Convitto Carlo Alberto (Baluardo Partigiani). Dopo i presidi, le delegazioni Cisl delle categorie pubbliche consegneranno ai Prefetti di ogni provincia i documenti con le loro rivendicazioni.
Allo sciopero Cisl aderiscono nella scuola i sindacati Snals e Gilda.
Dal 2 al 4 dicembre, la Cisl riunirà sotto le sue bandiere, in tre grandi iniziative, il suo popolo per manifestare invece contro la politica del governo Renzi.
Il primo appuntamento si terrà, per le regioni del Centro, il 2 dicembre alla Leopolda di Firenze, “a casa” del premier, con l’obiettivo di sfidarlo sul tema del lavoro, il 3 al Palapartenope di Napoli e il 4, in piazza della Scala, a Milano, dove confluiranno gli 800 piemontesi che raggiungeranno il capoluogo lombardo in pullman.
“La mobilitazione di tutta a la Cisl su scala nazionale – sottolinea il segretario regionale Cisl, Alessio Ferraris – è coerente con la nostra scelta di mettere al centro il lavoro e un nuovo patto sociale tra governo, imprenditori e sindacato per uscire dalla crisi. La nostra ‘Leopolda del lavoro’ vuol dare infatti voce ai disoccupati, ai giovani precari, ai lavoratori senza contratto e ai pensionati, cui è negato il bonus di 80 euro. Nelle prossime settimane avvieremo una raccolta firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare sul fisco che crediamo vada completamente riformato”.
Torino, 26 novembre 2014
La Cisl si mobilita per il “lavoro e il sociale”.
Dopo la scelta di non proclamare lo sciopero generale con Cgil e Uil, il sindacato guidato da Annamaria Furlan ha deciso di promuovere per lunedì 1° dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie del pubblico impiego (Scuola, sanità, enti locali, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, terzo settore, sicurezza e soccorso, università e ricerca) e tra grandi iniziative nazionali (il 2 dicembre alla Leopolda di Firenze, il 3 al Palapartenope a Napoli e il 4 a Milano.
“Il primo dicembre – spiega il segretario regionale Cisl, Alessio Ferraris – abbiamo deciso di proclamare un’intera giornata di sciopero in tutti i comparti del settore pubblico per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti pubblici. Il governo, quando parla di precari e lavoratori, deve ricordarsi che, in qualità di datore di lavoro occupa il 60% dei precari italiani e che non rinnova il contratto di lavoro da 6 anni. Il comparto pubblico è centrale e fondamentale per lo sviluppo dell’economia. Agli imprenditori non interessa l’articolo 18, ma una amministrazione pubblica moderna e un fisco più indulgente con i redditi da lavoro e più severo nei confronti di chi evade ed elude le tasse”.
Secondo le categorie pubbliche della Cisl la decisione del governo di non stanziare i fondi per il rinnovo contrattuale nella Legge di Stabilità è inaccettabile perché colpisce le retribuzioni, con una perdita del potere di acquisto di circa 5 mila euro, e mortifica la dignità e la professionalità di questi lavoratori che rappresentano invece il cuore pulsante e il nervo vivo del sistema pubblico e del welfare nel nostro Paese.
Sono circa 220 mila i lavoratori pubblici in Piemonte, di cui quasi 60 mila nella scuola (45 mila docenti e 15 mila personale Ata).
Presidi e manifestazioni sono in programma nelle principali città piemontesi dalle ore 9.30 alle 12.30 di lunedì 1° dicembre.
A Torino, il sit-in si svolge in piazza Palazzo di Città, sotto la sede del Comune, ad Alessandria ed Asti davanti alle rispettive Prefetture (in piazza della Libertà e piazza Vittorio Alfieri), a Cuneo, sotto la sede Cisl (in via Cascina Colombaro 33) e a Novara al Convitto Carlo Alberto (Baluardo Partigiani). Dopo i presidi, le delegazioni Cisl delle categorie pubbliche consegneranno ai Prefetti di ogni provincia i documenti con le loro rivendicazioni.
Allo sciopero Cisl aderiscono nella scuola i sindacati Snals e Gilda.
Dal 2 al 4 dicembre, la Cisl riunirà sotto le sue bandiere, in tre grandi iniziative, il suo popolo per manifestare invece contro la politica del governo Renzi.
Il primo appuntamento si terrà, per le regioni del Centro, il 2 dicembre alla Leopolda di Firenze, “a casa” del premier, con l’obiettivo di sfidarlo sul tema del lavoro, il 3 al Palapartenope di Napoli e il 4, in piazza della Scala, a Milano, dove confluiranno gli 800 piemontesi che raggiungeranno il capoluogo lombardo in pullman.
“La mobilitazione di tutta a la Cisl su scala nazionale – sottolinea il segretario regionale Cisl, Alessio Ferraris – è coerente con la nostra scelta di mettere al centro il lavoro e un nuovo patto sociale tra governo, imprenditori e sindacato per uscire dalla crisi. La nostra ‘Leopolda del lavoro’ vuol dare infatti voce ai disoccupati, ai giovani precari, ai lavoratori senza contratto e ai pensionati, cui è negato il bonus di 80 euro. Nelle prossime settimane avvieremo una raccolta firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare sul fisco che crediamo vada completamente riformato”.



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