L'Organismo straordinario di liquidazione ha proposto la transazione a Palazzo Rosso - che rientra per 32 milioni nell'insinuazione della massa passiva, cioè tra i creditori - del 40% come da procedura semplificata. Si tratta di poco meno di 12 milioni di euro. L'assessore Abonante porta la decisione in Consiglio comunale
ALESSANDRIA - La commissione Bilancio che anticipa di qualche giorno il Consiglio comunale “pre-natalizio” del 22 dicembre porta all'attenzione dei consiglieri comunali una proposta di “entrata straordinaria” nelle casse di Palazzo Rosso. E l'assessore al Bilancio, Giorgio Abonante, propone quindi al Consiglio: “la accettiamo?”. Si tratta della accettazione e relativa transazione nelle casse di Palazzo Rosso da parte dell'Osl, l'Organismo straordinario di liquidazione, del 40% del credito che il Comune vanta nella massa passiva del dissesto. Il credito vantato era di 32 milioni: l'Osl propone, come da procedura semplificata, l'ingresso di poco meno di 12 milioni di euro, ovvero del 40% della somma dovuta, entro trenta giorni dal “sì” dell'amministrazione. Il termine ultimo per decidere è il 9 gennaio. “La giunta – spiega Abonante – chiede al consiglio di accettare questa proposta dei tre commissari, sia per sveltire l'ingresso di questa somma nelle casse comunali e pagare così i debitori che il Comune ha ancora da saldare. Sia per andare nella direzione di una chiusura di questa partita già nel nuovo anno, nel 2015”. L'assessore l'ha definita una “tappa importante e fondamentale di quel periodo storico per Alessandria che porta il nome di dissesto”.
A voler prendere tempo per maggiori verifiche per avere più dati e valutare la possibilità eventuale di dire un “no” e di cosa questo comporterebbe è il Movimento 5 Stelle. “Non è che così facendo si rischia di andare incontro ad un ulteriore danno erariale? - chiede Domenico Di Filippo dai banchi dell'opposizione – Vorremmo poter valutare con maggiori dettagli e spiegazioni di tutti i possibili scenari e relative tempistiche la rinuncia di 20 milioni (dai 32 ne prenderebbe il Comune solo 12)”. Inoltre altro punto oscuro è la “destinazione” di questa entrata straordinaria. Quello che il Movimento chiede è quindi “una proroga”, cioè la possibilità di poter prendere più tempo per dare una risposta definitiva, ma anche la destinazione di questi soldi, ovvero “per cosa saranno utilizzati? Entreranno in un fondo? Saranno spesi per qualche opera in particolare?”. Ma dall'assessore al Bilancio sembra arrivare invece una risposta di accelerazione e non di “freno a mano tirato”: “stiamo parlando di una procedura prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, quindi mi sentirei di escludere il rischio di danno erariale. E comunque non credo che ci sia lo spazio per ulteriori rinvii. Oltre che agevolare la partita e il lavoro dell'Osl sul dissesto, questo ci consente di incassare il prima possibile”.
A dare man forte c'è anche il ragioniere capo, Antonello Paolo Zaccone, che con una battuta giustifica la proposta arrivata dai commissari non ritenendola una “proposta indecente” come titolava un film di tanti anni fa. Anche perché nel momento in cui l'Osl termina il suo lavoro, si estingue sia il soggetto che lo redigeva, sia il debito che il Comune vantava da esso. “Quando si estinguerà il lavoro dei commissari, si estinguerà anche il titolo giuridico del credito”. Con il rischio quindi che il credito non venga più riconosciuto come tale. Oltretutto, sebbene il Comune sia ritenuto “creditore privilegiato”, non rientra nella eccezione menzionata nel Tuel, ovvero tra coloro che possono preventivare di recuperare il 100% del credito (che sono i professionisti e i dipendenti comunali che vantano eventuali crediti). A dare questa lettura è la presidente del Collegio dei Revisori dei Conti che ha dato parere favorevole all'accettazione della proposta del 40% della insinuazione nella massa passiva. A cui si aggiungono altre variabili a sostegno di questa presa di posizione. “Ad esempio il fabbisogno stimato dall'Osl per chiudere la procedura della massa passiva del dissesto è di 83 milioni circa – spiega Antonella Perrone, revisore – Ma questa somma non è nella disponibilità della massa attiva del Comune. Non coprendo gli 83 milioni (all'interno dei quali ci sono anche i 32 del Comune verso se stesso) non prenderebbe nemmeno i 12 milioni subito. E il non accettare significherebbe aspettare una somma, sapendo che essa stessa costituisce un debito per il futuro”.
La commissione si è espressa con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza (Savi, Zaio, Camillo, Malagrino) e con i tre voti contrari dell'opposizione (Di Filippo per il M5S, Locci per il Pdl e il presidente di commissione Barosini per l'Udc). Ma il quesito resta aperto al Consiglio comunale: “accettiamo i 12 milioni subito?”.
19/12/2014
Giulia Boggian - giulia.boggian@alessandrianews.it

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