Crisi nera per il Commercio, dal 2012 al 2014 negozi sfitti +16%


by Pier Carlo Lava
L’economia reale sta soffrendo drammaticamente, la crisi che dal 2008 ha colpito il nostro paese e che pare non avere fine sta mettendo a dura prova il Commercio. 
Il fenomeno delle vetrine sfitte o inattive è legato al calo del potere di acquisto delle famiglie con una conseguente riduzione dei consumi, ma anche alla concorrenza sleale delle attività irregolari che rappresentano un danno non di poco conto, problemi che hanno costretto alla chiusura molte attività commerciali. Lo si evince anche dal saldo fra nuove imprese avviate e quelle cancellate, che fra il 2012 e il 2014 è negativo (anche se si registra in lieve miglioramento nel ultimo anno). Sono infatti oltre 56.000 le attività scomparse per sempre (più di 123.400 chiusure a fronte di 67.600 nuove aperture). 
Le maggiori sofferenze e le relative chiusure si registrano nel settore non food (-105.400) contro il settore food (-18.000). Questi dati spiegano perchè gli immobili commerciali fanno fatica a restare occupati, seppur in presenza di una riduzione dei canoni di locazione che negli ultimi anni sono calati del -11%.
 
Questi i dati delle chiusure in alcune città:
La peggiori: 
Parma -21,9% Messina -21,9% Bergamo -19,4%
Le meno peggio
Venezia -6,2% Perugia -8,0% Padova -8,3%
Questa invece la situazione in merito agli affitti:
I prezzi dei canoni di locazione sono scesi mediamente del -11,0%, mentre i prezzi di vendita del -14,%. Ma ci sono anche realtà in controtendenza, come a Venezia dove nell’ultimo semestre gli affitti sono arrivati a 4.000 euro al mq. +1,7%, il più caro dopo Milano e Roma.

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