Ricevo e pubblico:
Gentili giornalisti, quando sui quotidiani leggiamo di animali, gli articoli riferiscono sempre di esseri famelici di sangue, distruttori, belve e mostri e non di creature facenti parte di quella catena della vita che Dio o il bosone di Higgs ha creato e mai alle infinite atrocità che l'uomo compie contro di essi.
Perchè non dovrebbe essere pericoloso un cinghiale che è stato ferito? Perchè non dovrebbe difendersi da chi lo ucciderà? Perchè non dovrebbe tenere alla sua vita come noi teniamo alla nostra?
I cacciatori e chi li sostiene sono veramente ingorgati da quella superbia che ha cacciato l'uomo dal paradiso. Sono convinti di poter manovrare i fili della Natura, di introdurre animali nei boschi senza rispettare la legge, di ucciderli quando la maggioranza italiana li vuole vivi, di chiamare questo sterminio di esseri viventi caccia come fossero rimasti alle efferatezze dei secoli bui della storia umana.
La brutalità e la barbarie, l'uccisione e il sacrificio di esseri innocenti non ha nome diverso se viene esercitata sugli animali. San Francesco, di cui certamente molti sono ammiratori in quanto santo più simile a Cristo, patrono d'Italia, si rivolterebbe nella tomba sapendo che in suo nome si massacrano i
suoi amati fratelli minori.
Quel povero cinghiale ferito morirà nello strazio mentre il cacciatore è andato incontro a un evento sporadico che ha certamente messo in conto praticando un'attività armata.
Vorremmo dire agli automobilisti nelle strade di campagna, ai cercatori di funghi che sicuramente eviteranno i boschi in questo periodo perchè sarebbe più facile essere feriti da un cacciatore che da un cinghiale, agli ingenui escursionisti della domenica che vanno alla ricerca della bellezza e della pace tra spari e abbaiare di cani, di non inveire contro gli animali ma contro quegli "sportivi" che li immettono continuamente sul territorio per avanzare poi motivi per ucciderli, dopo averli importati, allevati e fatti riprodurre nelle centinaia di industrie della morte.
Se le considerazioni che leggiamo sui giornali e sul web nei confronti del numero degli animali in circolazione fossero verità, i primi da condannare sarebbeero i cacciatori stessi e chi li sostiene.
Perchè allevano cinghiali? Perchè li immettono se poi mordono alla gamba, producono incidenti, distruggono i vigneti del Chianti, scavalcano i muri, entrano nelle città e via discorrendo?
Fossero, i cacciatori, signori seri, sinceri e rigorosi, non introdurrebbero ungulati e lascerebbero che i predatori, i lupi, che invece, pur essendo superprotetti dalle convenzioni europee ammazzano barbaramente, ripristinassero quella legge biologica della capacità portante che l'uomo e solo l'uomo ha spezzato.
Ma l'uomo si dice, è a immagine e somiglianza di "dio" e come tale autorizza se stesso, in nome dell'egoismo e della bellicosa superbia, a compiere ogni misfatto. E non solo contro gli animali, si sa.
Grazie per l'attenzione.
Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Firenze

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