C’è anche il Terzo valico tra le opere “europee” che l’Italia vuole inserire nel piano Juncker

Il cantiere della Castagnola in Val Lemme

Dopo dieci anni l’opera torna sul tavolo a Bruxelles per valutare un possibile finanziamento
GIAMPIERO CARBONE
ARQUATA SCRIVIA
Dopo dieci anni, il Terzo valico dei Giovi torna sul tavolo della commissione europea per valutare un possibile finanziamento. L’opera, finanziata solo per alcuni dei sei lotti totali, è stata inserita nella bozza della lista dei progetti presentata dall’Italia per gli investimenti del piano Juncker, che punta a sostenere il rilancio della crescita in Europa. 

Sul tavolo dell’Unione europea  
Nel 2004 la linea ad alta capacità, all’epoca approvata solo a livello di progetto preliminare, era stata esclusa dall’elenco degli interventi finanziabili poiché non interessava due Stati ma solo due regioni interne a un Paese membro dell’Ue. All’inizio di quest’anno il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi si era fatto carico di sponsorizzare nuovamente a Bruxelles la richiesta del 20% di contributo. 
Ora il progetto sarà sottoposto a un’attenta valutazione, come ha annunciato per tutte le altre proposte il vicepresidente
della commissione Ue, Jyrki Katainen, «dal punto di vista della qualità».

Per il Terzo valico finora non è mai stata resa nota l’analisi costi benefici che ne dimostri l’utilità. In un recente Consiglio comunale ad Arquata è stato affermato che Rfi starebbe redigendo il documento proprio in vista della selezione da parte dell’Ue ma la società del gruppo Fs smentisce. 

I soldi a disposizione  
Dei 6 miliardi e 197 milioni, che Rfi intende spendere tra il 2011 e il 2025, al momento, secondo i dati forniti da Cociv, a disposizione ci sarebbero i 500 milioni del primo lotto e 860 milioni per il secondo («fondi immediatamente disponibili», sostiene il consorzio). Lo Sblocca Italia ha stanziato altri 200 milioni, suddivisi però in 30 milioni per il 2015, secondo il decreto interministeriale pubblicato sul sito notavterzovalico.info, 150 milioni nel 2017 e 20 milioni nel 2018. Cifre che non allarmano il Cociv, il quale spiega: «I finanziamenti vanno valutati nel loro complesso: all’opera del Terzo valico sono previsti sia un finanziamento nello Sblocca Italia (200 milioni di euro) sia nella legge finanziaria (400 milioni di euro). Pertanto non si vede nessuna criticità». 
L’associazione Afa, con il presidente Gianni Repetto, commenta così il nuovo tentativo presso l’Ue: «Il governo non è in grado nemmeno in grado di richiedere i soldi europei per il dissesto, come sostenuto dall’Europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio, e pensa al Terzo valico, nonostante un territorio devastato dalle alluvioni». 

Osservatorio ambiente  
Nella seduta dell’Osservatorio ambiente ieri a Genova in discussione, tra l’altro, la trasparenza nella comunicazione riferita all’opera. Il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, ha richiesto che lo stato di avanzamento lavori e del monitoraggio ambientale venga reso pubblico almeno ai Comuni e agli enti interessati, oltre che sul sito web dell’Osservatorio. «Cociv – dice il primo cittadino – invia questo documento ad Arpa ogni due settimane e può quindi essere inviato agli enti e pubblicato.Serve più trasparenza. La comunicazione da avviare sul sito dell’Osservatorio, inoltre, non deve essere prodotta esclusivamente dal Cociv». 
Il ministero dell’Ambiente avrebbe rinnovato l’incarico di presidente dell’Osservatorio a Vittorio Brindisi, di Napoli, in carica dal 2012. Rinnovo valido fino alla primavera del 2016.  

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