Il rapporto di Bankitalia: aspettative peggiori rispetto a inizio anno
MARINA CASSI
Le belle speranze della primavera sono svanite. Il clima non è drammatico, ma le aspettative non sono più così positive e le aspettative per i prossimi mesi sono divenute meno favorevoli. Questo fotografa la Banca d’Italia nel suo rapporto semestrale sullo stato dell’economia in Piemonte.
Nella complessiva situazione di stagnazione spicca un unico dato che - seppur da prendere con le dovute molle - potrebbe indicare un timido risveglio nel settore immobiliare: crescono i mutui per l’acquisto di case. Forse le famiglie stanno lentamente recuperando un minimo di fiducia.
Più mutui
Il mercato è ancora sotto del 50 per cento rispetto al 2006, ma a marzo di quest’anno rispetto a quello del 2013 i mutui erogati sono cresciuti del 9,7% e a giugno c’è stata un’altra ulteriore crescita del 16,8. È un indicatore ancora precoce, ma nel dicembre del 2013 rispetto al dicembre 2012 le nuove erogazioni per mutui erano in calo del 12,7 per cento.
Mentre le compravendite quest’anno sono aumentate dell’un per cento.
Il rallentamento
Nei primi sei mesi la domanda è aumentata grazie alla crescita costante dell’export che ha consentito un aumento della produzione soprattutto di mezzi di trasporto e della metalmeccanica. Ma a partire dall’estate il miglioramento si è interrotto soprattutto per colpa dei mercati internazionali e la mancata ripresa degli investimenti. E anche l’export tra rallentato la sua crescita per la instabilità geopolitica dell'Europa e del Medio Oriente. I ricercatori della Banca d’Italia - Roberto Cullino, Luciana Aimone Giglio e Cristina Fabrizi - spiegano che comunque nei primi nove mesi dell’anno il fatturato delle imprese è cresciuto con un saldo del più 20% tra aumenti e diminuzioni rispetto stesso periodo del 2013 anche se continua a andare molto male il comparto dell'edilizia.
Migliora l’industria
Sembra in paradosso in un periodo in cui si susseguono le chiusure di fabbriche, ma ora l’industria torna a crescere. Meno di quello che ci si attendeva a inizio anno, ma gli imprenditori interpellati dalla ricerca della Banca ritengono che nell’ultimo trimestre la produzione salirà del 5%. Calano però le aziende che hanno ordini a sei mesi: erano il 43%, sono il 24.
L’occupazione
Nei primi sei mesi dell’anno l’occupazione si è ancora ridotta: -1,1% era (-2,4% nel 2013) e con intensità superiore alla media italiana e del Nord Ovest (-0,5%). Il tasso di disoccupazione è salito all’11,9% dal 10,6% del 2013. Il calo degli occupati è stato però meno intenso del 2013 e il flusso di assunzioni ha continuato a crescere nei primi nove mesi. Si tratta anche di lavoro un poco migliore perchè È sono meno utilizzate le forme più precarie. La cassa integrazione ordinaria ha continuato a ridursi (-32,1% nei primi nove mesi; -4,1% nel complesso del 2013) e il numero di nuovi iscritti alle liste di mobilità è rimasto sostanzialmente stabile.
Il credito e il risparmio
Rimane debole la richiesta di credito da parte delle imprese, ma la stretta creditizia si sta allentando in genere anche se questo non vale per le aziende ritenute a rischio. La quota di imprese che ha registrato un inasprimento delle condizioni di indebitamento si è più che dimezzata rispetto al 2013 scendendo dal 40-45% del 2011 al 10 per cento. La rischiosità del credito è calata lievemente, ma è ancora molto alta rispetto al pre crisi; era del 2% ora è del 4. Sempre ipetrofico il risparmio: i depositi bancari delle famiglie sono ancora cresciuti dell’1,3% e nell'insieme arrivano a 88.958 milioni.

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