Giovane donna muore in ospedale, avviata inchiesta


Una giovane donna, ricoverata in chirurgia per arresto cardiaco, muore dopo l'intervento di rianimazione. Il personale si accorge che aveva una siringa piantata nel catetere. Indagine in corso. L'ospedale: “abbiamo fornito tutti gli elementi utili per chiarire la vicenda"
ALESSANDRIA – Una giovane donna di 34 anni muore in ospedale dopo essersi presumibilmente iniettata una dose di sostanza stupefacente nel catetere applicato per prestare le cure. L'episodio risale a domenica mattina, quando la donna viene ricoverata in chirurgia per un arresto cardiaco. L'equipe sanitaria presta le prime cure ma, dopo circa mezz'ora, la giovane muore. Solo a quel punto il personale in servizio si accorge che la donna aveva una siringa piantata nel catetere applicato nel braccio. Si fa largo, quindi, l'ipotesi che la paziente si sia iniettata della sostanza stupefacente la quale sarebbe entrata rapidamente in circolo, raggiungendo un vaso arterioso. 
Sulla vicenda stanno indagando di carabinieri del Nas, nucleo anti sofisticazione, giunti sul posto subito dopo. L'autorità giudiziaria avrebbe infatti acquisito la cartella clinica messa a disposizione dall'azienda ospedaliera. 
“L’Azienda Ospedaliera – fanno sapere dalla direzione del Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo - conferma di aver
attivato una costante collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo elementi che siano utili alla vicenda e che concorreranno ad eliminare dubbi sulla gestione della paziente durante l’ultimo ricovero in ospedale, connesso alle plurime patologie”.
18/11/2014

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