La Cina supera gli U.S.A. nella nuova classificazione internazionale del PIL (Prodotto Interno Lordo)


by Alfio Brina
In occasione del meeting annuo che si è tenuto recentemente a Washington, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale hanno aggiornato le “ misure” dell’economia.
Usando il Prodotto Interno Lordo a parità di potere d’acquisto ( un metodo per aggiustare i diversi livelli di costo della vita), risulta che l’economia cinese, in base a questo criterio, è ormai passata al primo posto nel 2014, relegando gli Stati Uniti al secondo posto: 17.600 miliardi di dollari il PIL cinese, 17.400 quello americano. La nuova classifica evidenzia altre sorprese. L’India balza al terzo posto con 7.277 miliardi di dollari, superando il Giappone, quarto posto, con 4.779 e la Germania quinto posto con 3.621 miliardi di dollari. La Russia e il Brasile (ore sesta e settima) passano al sesto posto con 3.558 la prima e al settimo posto il Brasile con un PIL di 3.072,6 superando così la Francia il cui PIL pari a 2.586,5 miliardi di dollari e si situa  all’ottavo posto. L’Indonesia, con 2.554,3 conquista il nono posto scavalcando l’Inghilterra (2.434,9) la quale viene relegata al decimo posto. L’Italia è fuori dalla classificazione Top Ten che considera le prime
dieci economie mondiali. All’undicesimo posto si colloca il Messico con un Pil di 2.143,5 miliardi di dollari e al dodicesimo posto l’Italia con un Prodotto Interno Lordo di 2.065,9 miliardi di dollari.
Il PIL aggiustato per il potere d’acquisto, rimane un indicatore controverso, vale per considerare la potenzialità dell’economia dei singoli paesi, ma non rappresenta la reale incidenza sul tenore di vita della popolazione. E’ evidente che il PIL americano è il risultato di un sistema produttivo e finanziario di una popolazione di 330 milioni di abitanti, mentre il PIL cinese deve soddisfare i fabbisogni di un miliardo e trecento milioni di abitanti. Identica considerazione vale per L’India e in parte l’Indonesia.
 La nuova classificazione tuttavia conferma come l’epicentro economico del pianeta si vada consolidando nell’area del Pacifico trascinato dalle locomotive dei paesi asiatici.
In Europa, se si sommano le economie dei diversi paesi, si raggiunge un Prodotto Interno Lordo dell’UE pari a quello della Cina e degli Stati Uniti. Sotto questo profilo anche l’Europa è e resta una grande potenza economica. I limiti sono costituiti, purtroppo, ancora, dalla frantumazione statuale che impedisce al nostro Continente di delineare strategie di politica economica unificanti e di respiro globale. La tendenza di ogni paese è di procedere per proprio conto, magari in contrapposizione con quello confinante. Così, anziché esprimere forza e coesione sovente esprimiamo solo confusione e debolezza.

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