by Guido Manzone
Che fare per salvare Alessandria?.
"Si possono ingannare gli uomini ma non si può ingannare la natura e la natura,offesa,prima o poi si vendica ". La spiegazione dell'ennesimo dissesto idrogeologico avvenuto con morti e distruzioni a metà dell'ottobre 2014 nel nord e nel centro Italia,si riassume in queste semplici ed incontestabili parole. Anche il più improvvido degli umani è in grado di capirne il significato profondo. Il continuo ripetersi delle alluvioni è diventato l'ineluttabile destino di un paese come l'Italia che,in questi ultimi decenni,ha sostituito la ragione e la scienza con la corruzione e la cultura del calcio elevata a conoscenza dominante anche per le più alte sfere del potere. Non è pretesa eccessiva il chiedere che,chi ci governa,oltre a sapere a memoria l'intera formazione delle squadre del campionato abbia almeno un'idea vaga di quella che è stata la cultura e la grandezza d'Italia. Ancora negli anni 60 il nostro paese era al primo posto nel mondo (sì nel mondo! Non è la solita penosa millanteria italiota) per la cultura idraulica,nata sulle rive dell'Eufrate e giunta fino a noi passando attraverso gli Egizi,i Romani,gli Arabi nonchè i popoli del nord Italia che la portarono,all'epoca del Rinascimento, al suo massimo livello (Le leggi della matematica e della fisica sono immutabili nei secoli). Chi non è addentro a queste cose non è in grado di capire l'enorme quantità di intelligenza, di cultura, di esperienza risalente alla notte dei tempi che si concentra in città come Venezia,nata su una palude. Ugualmente pari conoscenza si ritrova sui 100 000 ettari delle risaie del vercellese irrigati per caduta senza
l'uso di nessuna pompa, progettati da Leonardo e tuttora funzionante (in compenso lo si ricorda per la Gioconda,che in fondo è solo un quadro anche se tra i più belli) . La nostra attuale classe di potere,solita vantarsi di infantili e risibili sciocchezze,ignora persino l'esistenza della bonifica del Po,iniziata all'epoca di Giulio Cesare e tuttora perdurante,in tutto il mondo ritenuta la più grande opera dell'uomo,ancora più della Muraglia cinese e della piramide di Cheope . E di questa dimenticanza la colpa è anche della scuola ,rimasta ancora quella della Riforma Gentile che privilegia "arte,musica e poesia" sulla conoscenza scientifica e tecnologica propria ed indispensabile in un paese moderno. Come conseguenza in Italia pochi sono in grado di sapere che la più bella città del mondo (ed in questo in competizione con Venezia che le è pari) è San Pietroburgo, anch'essa nata su una palude ed interamente progettata da tre architetti italiani (Francesco Rastelli,Carlo Rossi e Giacomo Quarenghi). E come se non bastasse è pure opera di architetti italiani (Dell'Acqua,Torricelli,Boffo,Frapoli) un'altra meravigliosa città,Odessa anch'essa edificata dal nulla sul paludoso delta di un fiume. La colpa di quanto avvenuto in questi anni ,ossia la distruzione di un patrimonio culturale unico e di valore inestimabile è forse ancora più grave dei danni materiali che sta causando. Oggi in Italia,in molti casi,non si ha più nemmeno idea del "che fare" finendo nelle mani adunche di chi ha fatto della più brutale speculazione una ragione di vita. Chi un tempo era custode di queste conoscenze era il Magispo nonchè l'associazione privata "gli amici del Po",finanziata da chi traeva notevole ricchezza da tenute confinanti con il fiume e riuscire a controllarne le piene era indispensabile per la loro stessa sopravvivenza. Ricordiamo come giovanissimi partecipavamo a tutti i convegni sulla bonifica del Po che allora si organizzavano frequentemente e come le parole dei suoi tecnici fossero per noi assolutamente sacre ed inviolabili . E così pure erano sacri i libri che ci davano da leggere per combattere la nostra ignoranza quando ci portavano a vedere le opere realizzate spiegandocene la funzione. Oggi non si sa chi chiamare in Italia a progettare l'indispensabile sistemazione dei nostri fiumi. Non si possono chiamare i lupi a custodire le pecore. In merito basta un fatto.Nella meravigliosa ultima bonifica del Po avvenuta all'inizio del 1900 e che resse benissimo sino al 1951 quando il taglio irrazionale dei boschi, avvenuto durante la guerra per compensare la mancanza di carbone e di petrolio,fece crescere,nella parte montana dei bacini ,la velocità di corrivazione delle acque causando l'alluvione di quell'anno. La bonifica diede anche lavoro a decine di migliaia di disoccupati,i famosi "scariolanti",ancora ricordati in molte ballate padane ,e prevedeva razionalmente ben 24 000 ettari di aree golenali. Una gestione speculativa ed autolesionista del bacino del Po (di cui il Tanaro è parte) ha ridotto le golene a circa 8 000 ettari.Poichè la piovosità della zona è rimasta immutata, le acque non trovando più sfogo in golena,finiscono nelle aree abitate causando i morti e le distruzioni che tutti conosciamo. Una classe dirigente cialtrona ed infame,per coprire le proprie malefatte si è inventata i mutamenti climatici ,che avvengono solo a cicli di centinaia di anni, e le cosiddette bombe d'acqua,in realtà banali acquazzoni. Il diffondere false notizie tramite la televisione di Stato allo scopo di aumentare l'ignoranza tra le masse e renderle incapaci di individuare i veri responsabili è un'azione suicida per qualsiasi nazione. In pratica si sta caricando una rabbiosa "bomba sociale" che, come si sta già verificando a Genova, diviene politicamente più incontrollabile ogni giorno che passa. Ad Alessandria sul Tanaro dopo l'ultima alluvione si sono spesi più di 1 000 miliardi. Che fine hanno fatto visto che le probabilità del ripetersi dell'alluvione sono più alte oggi di prima? Oltre a tutto chi dovrebbe tutelare la città dal ripetersi dell'alluvione è perfettamente cosciente di quanto avverrà. Sulla Stampa (pagine di Alessandria) in data 9 ottobre 2014,è stato pubblicato con grande evidenza il "vademecum in caso di alluvione",ossia si è cercato di spiegare alla popolazione che fare per cercare di salvarsi quando sarà nuovamente sommersa dalle acque. Che ciò avvenga è infatti certo. E non vi è scusa di poter dire che non si sapeva cosa sarebbe accaduto evitando così la responsabilità della tragedia. Nell'ultima bonifica del Tanaro per palesi giochi speculativi sono state chiuse ulteriormente altre aree golenali a monte di Alessandria,specie nella zona dell'Albese, nell'Astigiano e nello stesso alessandrino. Il fiume è stato rettificato eliminando delle anse che rallentavano la velocità delle acque fiondando così l'alluvione a valle. Come conseguenza Alessandria ,con i suoi 90 000 abitanti ,è stata in pratica trasformata in una golena. Anzicchè fare dei corsi di salvaguardia per la città,sarebbe meglio che i politici locali si muovessero per cercare di salvarla fino a che si è in tempo. Ed il farlo è semplicissimo. Bisogna abbassare gli argini nelle zone agricole assurdamente rialzati durante l'ultima bonifica. In tal modo le acque di piena che,come abbiamo detto,da qualche parte devono andare,sfogheranno nelle zone agricole. Il chè non è piacevole per gli agricoltori,ma è l'unico modo per salvare la città scegliendo razionalmente il male minore. Ma non si farà nulla perchè chi dovrebbe occuparsi di queste cose deve la propria carriera politica principalmente al voto degli agricoltori. A completare l'opera la regione Piemonte,superando in questo anche nazioni come l'Albania,è riuscita in pochissimi anni a fare più di 10 miliardi di debiti ed è in realtà fallita,anche se si cerca di celare in tutto con penose e risibili camuffamenti di bilancio.
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