Il Lampredotto, una specialità per buongustai

Foto Wikipedia

by Pier Carlo Lava
Non ho ancora avuto l’occasione di assaggiarlo ma da quanto si legge sul web dovrebbe essere una vera leccornia, da leccarsi baffi anche se uno non c’e l’ha.
Perciò mi riprometto di cercarlo nelle gastronomie di Alessandria e se non si trova proverò a cercarlo online sempre che sia possibile ordinarlo, anche perchè volendo andare in zona appositamente a mangiarlo è un po fuori mano... almeno per ora, altrimenti me lo ricorderò alla prima occasione di un viaggio a Firenze. Sto parlando del panino al Lampredotto una specialità fiorentina. Il Lampredotto pare addirittura che sia più amato delle rime di Dante e più conosciuto delle ceramiche dei Della Robbia, antico come Palazzo Vecchio, il lampredotto è una pietanza che i fiorentini consumano e apprezzano. E’ un piatto povero, tipico della Toscana e in particolare di Firenze, composto da una parte del quinto quarto del bovino, lo stomaco abomaso, usata per cucinare il lampredotto ed è composta da una parte magra, la gala, e da una parte grassa, la spannocchia, viene bollito e condito con olio ed erbe aromatiche e poi mangiato dentro un panino tipo rosetta. Il termine "lampredotto" deriva dal nome di un tipo di anguilla, la lampreda, che viveva nelle acque del fiume Arno e che ricorda lo stomaco del bovino sia per la forma che per il colore violaceo scuro. Per i fiorentini praticamente è un’istituzione, un cibo che si mangia fuori casa, che nasce tra la pietre delle strade nel cuore della città. Gli ultimi baluardi di questo alimento povero e popolano sono i “banchini dei trippai”, come li chiamano a Firenze. 

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