Eterologa: Balduzzi, ci vuole una legge dello Stato


(AGI) – Roma, 4 set. – “Mi sembra difficile, sotto il profilo giuridico-costituzionale, sostenere che siano sufficienti decisioni amministrative delle Regioni, singole o in conferenza, per regolare la fecondazione eterologa. Tali tecniche vanno a incidere infatti su diritti fondamentali della persona, a cominciare da quello a conoscere la propria origine biologica. Anche la distinzione tra scelta delle caratteristiche fenotipiche, ammessa, e selezione eugenetica, vietata, non puo’ trovare la propria fonte in una mera decisione amministrativa”. Lo afferma Renato Balduzzi, Scelta civica, presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali. “Occorre dunque – aggiunge il parlamentare, professore di Diritto costituzionale – che sia la legge a definire le regole, i limiti e i controlli. E lo deve fare la legge statale, in quanto l’inserimento delle prestazioni sanitarie concernenti la fecondazione eterologa nei livelli essenziali di assistenza e’ competenza dello Stato, secondo la Costituzione”. “Tanto piu’ quando, come nella nostra materia – osserva ancora Balduzzi – le prestazioni concernenti il diritto sociale alla salute si intrecciano con delicati profili incidenti sui diritti fondamentali, riferibili ad altri titoli di competenza esclusiva dello Stato, come avviene appunto per la problematica concernente la conoscibilita’ dell’identita’ dei donatori di gameti, per le sue evidenti connessioni con la potesta’ statale in materia di ordinamento civile”, conclude l’esponente di Scelta civica.
Ufficio stampa dell'on. Renato Balduzzi

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