Apple e Google: Giovani talenti cercasi... per sviluppare app


by Pier Carlo Lava
Apple e Google i due colossi mondiali leader nel loro settore sono costantemente alla ricerca giovani menti brillanti e creative da inserire in azienda, una rivalità che va ben al di la del mercato degli smartphone. Il mondo delle applicazioni è cresciuto esponenzialmente con l’arrivo di smartphone e tablet e da quel momento è scoppiata la guerra fra le due potenze tecnologiche, che sono sempre attente e pronte ad accaparrarsi giovanissimi prodigi del software, in grado di creare applicazioni vincenti per i loro dispositivi mobili.
Android di Google risulta essere un sistema operativo diffuso, ma Apple garantisce in media maggiori introiti per gli sviluppatori. Google lo scorso anno ha pagato agli sviluppatori di app più di 5 miliardi di dollari, ma Apple ha pagato 10 di miliardi di dollari nello stesso arco di tempo, con un totale di 20 miliardi pagati da quando nel 2008 ha lanciato l’app store. Sono sempre più frequenti casi di ragazzini minorenni in grado di sviluppare applicazioni per smartphone o tablet e questo consente ad alcuni di loro di diventare milionari. Gli esempi più importanti sono: Nick D’Aloisio, un 18enne che ha venduto la sua app Summly a Yahoo! per 30 milioni di dollari e Grant Goodman, che ha quattordici anni ha sfornato il suo terzo brevetto tecnologico, alias Prodigus. 
Nel frattempo l’età media si è abbassata sino 13 anni, Google nel suo ultimo meeting per sviluppatori ha persino presentato ragazzi di soli 11 anni per addestrarli sul mondo delle app, questi ultimi inoltre hanno la possibilità di sviluppare le loro app ed inserirle negli store, tramite i propri genitori. Sino a pochi anni fa i ragazzini giocavano a calcio o altri sport, ora questa tendenza sembra essere stata tralasciata a favore della tecnologia con l’obiettivo di guadagnare immediatamente ingenti somme di denaro, ma questo fa sorgere un problema per il fatto che le tecnologie distraggono i ragazzi dalla scuola e penalizzano la componente sociale.

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