Come affrontare i problemi della responsabilità sanitaria tenendo insieme le diverse (e talora divergenti) esigenze che s’incrociano su questo terreno accidentato: il diritto dei pazienti a ricevere cure sicure e a trovare ristoro in caso di danno, il diritto degli operatori ad esercitare la propria professione in un clima di serenità e in un contesto organizzativo adeguato, l’interesse del sistema ad arginare il fenomeno della medicina difensiva e prevenire gli errori senza deresponsabilizzare i singoli facendo transitare tutti i costi assicurativi in capo alle strutture, l’interesse delle compagnie assicurative a recuperare spazi di un mercato divenuto insostenibile per molte aree del rischio sanitario. Questi i temi del convegno, tenutosi l’11 aprile scorso a Verona, organizzato dalla Fondazione Galbusera per raccogliere le voci di tutti gli attori del settore (medici, avvocati di operatori e pazienti, magistrati, assicuratori, studiosi e decisori pubblici). A fare sintesi tra i diversi punti di vista è stato chiamato Renato Balduzzi, che, da ministro della salute nel Governo Monti, aveva promosso alcuni
interventi normativi mirati a “sbloccare” l’impasse e avviare un cambiamento del sistema della responsabilità (in particolare, l’art. 3 del c.d. decreto Balduzzi, n. 158/2012, conv. l. 189/2012). Il parlamentare piemontese, ricordando che la soluzione ai problemi va data nella consapevolezza che operiamo in un sistema di sanità pubblica di punta nel panorama internazionale, ha ripercorso la ratio delle norme da lui introdotte, affermando che non esiste un solo rimedio, ma una pluralità di interventi necessari (dal rafforzamento del consenso informato al riequilibrio dell’onere della prova tra professionista e paziente) che richiedono però due presupposti fondamentali per essere efficacemente adottati: la disponibilità di ogni categoria e portatore d’interesse a confrontarsi con il cambiamento (che è anzitutto culturale) e la volontà dei decisori pubblici di unire i “tavoli” settoriali aperti sui diversi fronti perché ogni intervento tenga conto di tutte le istanze in campo.
Ufficio stampa dell'on. Renato Balduzzi

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