Guido Manzone da: Città Futura on-line
(Nota dell'autore. Sono questi pensieri strettamente personali che non è assolutamente detto siano giusti e condivisi. Pertanto il lettore è libero di interromperne la lettura quando meglio crede profferendo giudizi atroci contro lo scrivente)
Noi non crediamo nell'"uomo del destino",versione laica e rimodernizzata "dell'uomo della provvidenza" che a sua volta affonda le proprie origini nel biblico "unto del Signore".Ossia in tempi assai remoti in cui il concetto di democrazia non era ancora nemmeno pensabile,come del resto quello di parlamento come strumento di governo. Per questo non riteniamo si possa andare verso il futuro camminando verso il passato. Ugualmente consideriamo la propaganda un efficacissimo e meraviglioso strumento per vendere Coca cola , mutande griffate ed altri prodotti similari,ma non la crediamo adatta per fare uscire il paese dalla crisi ,come non lo è il trasformarsi in un instancabile stakanovista del taglio dei nastri esibendo il sereno sorriso proprio dell'incosciente incapace di capire in che campo minato sta camminando. In conseguenza della nostra evidente brutalità e rozzezza di pensiero, nonchè della sottocultura di altri tempi di cui siamo imbevuti, ci vergogniamo di vivere in un Paese in cui i tre quotidiani più venduti e di maggior prestigio per giorni hanno titolato la prima pagina con le risultanze dei mondiali di calcio in cui, fortunatamente, l'Italia ha perso poichè se avesse vinto avrebbero ossessionato l'intero Paese
con una tale alluvione di becere e patriottarde esaltazioni di una insopportabile retorica esaltanti la nostra dominante grandezza ed il nostro vittorioso destino futuro da indurre le persone normali e civili ad emigrare verso lidi lontani privi di televisioni e di giornali. Inoltre viviamo in un'epoca in cui se uno non ha fatto almeno il boy scout non è nessuno e non ha alcuna possibilità di fare carriera nemmeno nel più desolato comune della Val Borbera. Ma,nel buio dei tempi, in questi giorni tristi a darci una personale fiducia verso un avvenire radioso resta un fatto incancellabile ed insindacabile. Chi scrive queste note ha fatto il boy scout! Sentiamo in noi il richiamo della foresta ed il rimpianto dei fumi dei bivacchi. Siamo disposti a mettere a disposizione del Paese il nostro saper accendere il fuoco con la legna bagnata ,nonchè l'essere in grado di cuocere un pane ( un poco schifoso) a fuoco libero senza l'uso di un forno. Sappiamo pure trovare il Nord per orientarci senza l'uso della bussola anche quando le nuvole coprono la stella polare,solo guardando in che direzione cresce il muschio sul tronco delle piante. Arte oggi assai rara visto che proprio in questi giorni abbiamo appreso dai giornali che un gruppo di sedici scout,benchè avessero anche la bussola,sono riusciti a perdersi in un modesto boschetto del centro Italia.Vergogna! Vergogna!Vergogna! Evidentemente anche gli scout di oggi non sono più quelli di una volta! Quindi l'apporto di un vecchio scout,anche se un poco rincoglionito dagli anni e rallentato dagli acciacchi,non è del tutto da gettare via!Andremo a ricercare in qualche vecchio baule la nostra storica divisa,sempre che sia stata risparmiata dalle tarme per metterci a disposizione delle necessità del Paese, sicuri di avere un radioso avvenire dietro le spalle. Estote parati!
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