Non è la pioggia a provocare catastrofi bensì il divorzio fra potere e cultura


Guido Manzone Città Futura on-line
In Italia, quando piove, come normalmente avviene da  migliaia di anni senza alcun mutamento sostanziale,si contano morti e distruzioni per valori crescenti e sempre più economicamente insostenibili. Sono queste le nefande conseguenze dell'italico divorzio tra cultura scientifica e classe dominante. Divorzio grave al punto di ignorare,nella bizzarra Italia dell'oggi, persino le più elementari caratteristiche geografiche del nostro territorio ed anche qual è la nostra Storia e cosa c'è stato di valido e positivo in passato nella nostra cultura. Siamo all'assurdo  che ,sui libri di scuola, ci vantiamo, cialtronescamente, di cose che non abbiamo mai fatto,come l'aver inventato il cannocchiale (in realtà opera degli Olandesi) o la bussola (inventata dai Cinesi), mentre si ignora totalmente la bonifica della Valle Padana,in tutto il mondo considerata la più grande  e perdurante opera dell'uomo,ancor più della Grande Muraglia o della piramide di Cheofe la cui costruzione si concluse in venti anni. La bonifica della Valle Padana, iniziata ai tempi dei Romani, passò ininterrottamente senza mai arrestarsi attraverso guerre,invasioni di popoli ,carestie,pestilenze e persino il formarsi ed il cadere di svariate forme di governo  giungendo  fino a noi senza mai interrompersi. La sua stupefacente cultura idraulica ha radici antichissime che risalgono agli Assiri ed ai Babilonesi e da loro agli Egiziani,ai Romani ,agli Arabi ed ai Cinesi per essere poi fatte proprie dai Ferraresi,dai Veneziani e dai Milanesi, accrescendosi nei secoli di nuove conoscenze in base all'evolversi delle scoperte della fisica e della matematica. Vi lavorarono i più grandi geni italiani ,prima di tutti Leonardo da Vinci a cui dobbiamo la sistemazione idraulica del Novarese e del
Vercellese ancora oggi immutata ed utilizzata.Fu una meravigliosa epopea della cultura dell'uomo  che condizionò anche le scelte politiche dell'intero bacino padano.Già in periodo comunale,quando lo stato unitario si era sfasciato ed ogni città era uno Stato, spesso in guerra con i vicini,sull'intero bacino del Po si stipulò un trattato di libero transito che sanciva la libertà di commercio confermando quanto avveniva in epoca longobarda permettendo alle barche di percorrere l'intero corso del Po e dei suoi affluenti senza pagare gabelle ed altre tasse. Ogni città si impegnò a dragare il fiume nel tratto di sua competenza per permettere il transito di barche di grandi dimensioni,come le galere. Quando le imbarcazioni mercantili risalivano il fiume venivano trainate da buoi o da uomini che percorrevano le alzaie,ossia strade che costeggiavano il fiume. Per completare questa gigantesca opera fatta senza alcun aiuto di macchinari ,ma solo con il lavoro dell'uomo,ci vollero circa 200 anni,dal 1200 al 1300. In tal modo l'intero bacino del Po e dei suoi principali affluenti fu reso percorribile anche durante le secche estive e città di pianura che non si affacciavano sul Po furono collegate al grande fiume tramite canali artificiali ( Alessandria era unita al Po con il Tanaro e dal Tanaro si passava al Bormida e da qui sino ad oltre Acqui Terme). Nei primi anni del 1900 si fece poi la grande bonifica idraulica dell'intero bacino padano costruendo migliaia di chilometri di argini su ambedue le sponde ,ancora oggi presenti ed utilizzati, con terra scavata con i badili e trasportata con carriole. Fu un'impresa che ebbe anche un grande valore sociale e diede lavoro a molte decine di migliaia di lavoratori senza qualifica,i cosiddetti scariolanti, in un periodo di grandissima disoccupazione ed una emigrazione verso le Americhe di oltre 500 000 persone all'anno. La meravigliosa bonifica resistette fino al 1951 quando il taglio dei boschi avvenuto in modo irrazionale durante la guerra modificò la velocità di corrivazione delle piogge aumentando le erosioni, provocando l'alluvione che fu propria di quell'anno. (Anche la recente alluvione nel Trevisano è avvenuta in conseguenza al taglio dei boschi sostituiti con vigne) La grande bonifica del 1900 prevedeva 24000 ettari di aree golenali,indispensabili per farvi sfogare le acque di piena.Nella delirante ,per non dire suicida, politica idraulica italiana di questi ultimi anni,per motivi specualtivi e per stupidità, le aree golenali sono state ridotte a meno di 10000 ettari,anzi alcuni dicono 8000 perchè il dato è stato dolosamente mantenuto segreto. Un fatto analogo ugualmente pericoloso  è avvenuto anche lungo il corso degli affluenti del Po,come il Tanaro nel corso della bonifica post alluvione del 1994. Il giorno in cui ,come sempre avvenuto nel corso dei secoli, si verificheranno piogge di una certa intensità o che interesseranno  gran parte del bacino padano,avremo con certezza alluvioni catastrofiche che interesseranno anche insediamenti urbani di grandi dimensioni,come la città di Alessandria. E questa volta nessuno pagherà i danni visto lo stato in cui si trovano le finanze del Paese. L'ignorare le più elementari leggi scientifiche con un comportamento da paese a sottosviluppo oltre ad avere conseguenze inaccettabili sia da un punto di vista umano che economico ,sta trasformando l'Italia nello zimbello del mondo.Come giè avvenuto per il metodo Stamina,ci ridono dietro.Basta leggere i giornali stranieri per rendersene conto.

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