Per riuscire nell’impresa, però, l’Accademia - presieduta da Alessandro Laguzzi - lancia un appello agli ovadesi. "È a loro che ci rivolgiamo perché si facciano avanti mettendo a disposizione i propri cimeli".
D. P. OVADA
A ucciderlo fu un colpo alla testa ma uno dei proiettili che il 19 novembre 1915, in un combattimento a Oslavia (Gorizia), colpirono il sottotenente di fanteria Armando Gaione, nato a Ovada 23 anni prima, oltrepassò da parte a parte anche il suo portafoglio, e così i ricordi della sua casa lontana: i documenti, qualche lettera, le foto della famiglia e la propria.
Oggi quel portafoglio, insieme al diario che Armando - figlio di Paolo, titolare del Panificio Ovadese, e di Annetta Oddone - scrisse nei giorni del fronte, alle lettere, alle tabacchiere in argento e all’intero archivio della sua famiglia (sul campo morì anche il cugino Silvio), è custodito dall’Accademia Urbense, che ... La Stampa - L’Urbense va in cerca di cimeli e documenti della Grande Guerra

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