L'antica Alessandria come l'Italia di oggi


Guido Manzone
Il ritorno del Vescovo Cirillo. da: Città Futura on-line
Fingono di trasferire l’archivio storico ma in realtà lo chiudono.
Gli storici sono solo sgradevoli pettegoli che si interessano degli affari degli altri. Quindi è giusto che, per risparmiare, chiudiamo l' Archivio Storico facendo finta di trasferirlo affinchè i soliti gufi, che non hanno capito quanto radioso sia il nostro avvenire, non abbiano qualcosa da ridire. Bravo Renzi, uomo inviato dalla Provvidenza a salvare l'Italia, siamo con te! Anzi,avremmo una proposta da fare. Con tutta la carta che c'è negli archivi potremmo riscaldare per anni i campi di calcio i cui frequentatori non è giusto stiano al freddo! Per spiegare quale vantaggio economico sia per il Paese questa chiusura,diamo alcuni dati. L'Archivio Storico nazionale ha 130 chilometri di scaffali (non è un errore,sono davvero 130 chilometri di scaffali) e le sue 110 sedi si trovano in tutte le province italiane e sono anche  scuole di archivistica,paleografia e diplomatica. Il nostro Archivio Storico, come protetto da un'aura di sacralità, fu sempre rispettato da tutti,anche quando l'Italia fu invasa da truppe straniere provenienti da mezzo mondo in conseguenza delle guerre e perfino durante i più feroci contrasti della recente guerra civile nessuno cercò mai di violarlo, quasi fosse un'Entità al di sopra delle brutali diatribe degli uomini. Che il suo contenuto diventi inutile in un periodo in cui le massime cariche politiche italiane si esprimono in termini
calcistici e molti ministri sono stati scelti in base ai parametri della selezione di Miss Italia, diviene evidente per tutti quanto sia inutile, per non dire dannosa, la sua presenza. Del resto la distruzione dei documenti in esso contenuti ha degli ottimi e validi precedenti storici da cui  è giusto trarre insegnamento seguendo l'attuale recupero delle ideologie teologiche del passato in rapida espansione,specie in Medio Oriente. Quando il vescovo di Alessandria d'Egitto, Cirillo, fece distruggere la famosa biblioteca di Alessandria, in cui era concentrata l'intera conoscenza greco-romana ed orientale in decine di migliaia di volumi e pergamene,i bagni di quella città furono riscaldati per anni. Poichè Cirillo era uno che viaggiava alla grande, e non amava avere opposizione, fece spellare viva e cospargere di sale Ipazia, ultima bibliotecaria di Alessandria. Indubbiamente , a detta di tutti, la massima intellettuale donna dell'antichità. Gli insegnanti di archivistica e paleografia debbono però stare tranquilli.Nessuno li spellerà vivi poichè , con siffatte specializzazioni,nell'Italia degli anni 2000 moriranno serenamente di fame in poco tempo senza bisogno di scomodare alcun intervento superiore. Le motivazioni ideologiche  che spinsero il vescovo Cirillo a compiere la sua doverosa azione,  nella loro chiarezza esemplare, sono ancora oggi comprensibili a tutti." Se i libri conservati nella Biblioteca contenevano cose identiche a quelle contenute nella Bibbia e nei Vangeli erano inutili.Se contenevano concetti contrari agli insegnamenti dei libri sacri erano  blasfemi e dannosi e quindi in ogni caso andavano distrutti." Alla distruzione della biblioteca di Alessandria,il più grande faro di cultura di tutti i tempi, seguirono millenni di ignoranza,ferocia e distruzioni nonchè  si accentuarono contrasti tra gli uomini tuttora presenti, anche se alcuni in Italia,che la pensano in modo diverso da noi, sono convinti che quegli anni non furono così negativi come li descrivono i seguaci della ragione ed i laici. In qualsiasi modo finiranno le nostre attuali vicende economiche e politiche,sempre che non si riesca a distruggere l'Europa come si sta distruggendo l'Italia,noi che  abbiamo votato l'attuale classe dirigente non possiamo nemmeno lamentarci. In democrazia,ognuno ha il governo che si merita e che ha votato. Del resto la chiusura dell'Archivio ,fatta per gradi e senza  rumore,e negando quanto sta avvenendo, è  una vera genialità curiale a cui non erano arrivati i rozzi nazisti che bruciando i libri sulle piazze fecero indignare ed inorridire il mondo mostrando a tutti la loro vera essenza. Notevole e significativo il fatto che,mentre il Corriere della sera ha persino promosso un referendum ,pubblicizzato sulla prima pagina, sul trasferimento all'estero del calciatore Balotelli , ha dedicato pochissimo spazio,ed in pagine del tutto secondarie, all'occulta chiusura dell'Archivio. A riguardo non si può non notare come praticamente non si sia mosso nessuno degli intellettuali italiani, nè di destra nè di sinistra,onde impedire il lento strozzamento , tramite la garrota dei trasferimenti , dell'Archivio Storico Italiano.

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