La cultura dell’antica ars venandi.


by Paola Re
Gentilissimi, qualche settimana fa sono stata a Siena e ho visto affissi i manifesti di Confederazione Cacciatori Toscana (Federcaccia – Arcicaccia – ANUU) che promuovono l’attività venatoria. Pare che sia un’attività venatoria del tutto rinnovata perché ispirata a una nuova “musica”, con tanto di spartito musicale:  “Altri si perdono in sterili polemiche noi vogliamo rilanciare l’immagine ed il prestigio della caccia e questa campagna ne costituisce un momento importante”. Parola della Confederazione. http://www.federcacciatoscana.it/
Nel libro “Divieto di caccia” di Carlo Consiglio, Presidente della LAC (Lega Abolizione Caccia) nazionale, è esposta una tesi molto interessante che assimila la caccia a una malattia mentale (pagg.67-68, Edizioni Sonda, 2012). E’ in un paragrafo che riporta le opinioni degli psicanalisti Emilio Servadio e Karl Menninger, della psicologa Carla Corradi, e dell’antropologo Sherwood L. Washburn. Io non ho le loro competenze
quindi mi limito a constatare che la caccia è uno sport, regolarmente finanziato dal CONI, ed è anche un mezzo a disposizione delle istituzioni per attuare i “piani di sterminio” (si chiamano proprio così questi atti amministrativi) di ungulati, volpi, nutrie, volatili… Tuttavia, chi si avventura a leggere i siti web e le riviste dei cacciatori,  trova affermazioni, fotografie,  atteggiamenti a dir poco inquietanti.
Oltre al massacro degli animali, le vittime umane della caccia costituiscono un elenco che cresce drammaticamente nelle statistiche annuali.  Durante la stagione venatoria i cacciatori hanno il privilegio di entrare nei terreni e nelle proprietà private e ogni anno le loro armi causano gravi incidenti con feriti e addirittura morti. http://www.vittimedellacaccia.org/  http://www.cacciailcacciatore.org/  
Nonostante la maggior parte della popolazione sia contraria alla caccia, purtroppo essa è legale, sostenuta soprattutto
dalla lobby dei produttori di armi e viene beffardamente decorata di certi aggettivi come sostenibile, ecologica, consapevole.
Ciò che mi ha colpito sul sito di Federcaccia Toscana è la promozione del 1° concorso letterario “Caccia, Passione e Ricordi” “…per diffondere, accrescere e sensibilizzare la cultura dell'antica ars venandi.”  Non a caso il concorso è alla sua prima edizione: ormai si gratta il fondo del barile e bisogna trovare ogni sorta di espediente per raccogliere consensi all’antica ars venandi. I giovani non ne vogliono proprio sapere di questo passatempo sanguinario e gli anziani, anziché lasciare le armi in eredità, dovranno rassegnarsi ad appenderle al chiodo. La Toscana è certamente una delle regioni in cui questa devastante passione è più viva e Federcaccia Toscana sfrutta la tradizione culturale di questa regione, culla della letteratura e della lingua italiana. Infatti c’è una vera e propria sezione di “Cultura venatoria” in cui è scritto “Se sei un appassionato di poesie non esitare a inviarci il tuo poema.” Sono un’appassionata di poesie, nel leggerle più che nello scriverle, quindi le ho lette e ce n’è una apprezzabile:
Le stagioni dell'Argentiera
Freschi profumi
fiori colorati
canti d'amore
Falci nel cielo tagliano l'aria
canti d'estate.
L'aria trema, ronzii sconosciuti
canta la tortora
il sole scende nel mare.
Soffia un vento nero
scricchiola la sughera
scende vita dal cielo
odore di bosco
respiro di terra
Il cielo si apre
un raggio cade sulla quercia
gocce d'acqua
canta il picchio e la ghiandaia
il vento si placa, luccica l'Argentiera.
Luce tagliata
illumina la capanna
particelle sospese nel silenzio
cigolii delle assi
profumi conosciuti
Vento terso da nord, porta uccelli dall'est.
colori d'autunno
occhi nel cielo
punti lontani
battiti d'ali.
Brilla il bosco
stenta la legna al fuoco
cantano merli.
Mi sono chiesta perché mai massacrare la tortora, il picchio, la ghiandaia, gli uccelli dell’Est, i merli della poesia, tutti insieme a cantare e a volare liberi. Solo a un cacciatore può venire l’idea di sconvolgere un simile idillio.
E ce n’è una davvero sorprendente:
Cielo
Guarda.
Guarda e non ti stancherai di aspettare.
Guarda le geometrie del cielo,
guarda i colori e la velocità del vento.
Loro prima di noi erano qui
sotto questo cielo.
Guarda ancora,
vedrai che è impossibile smettere di sognare.
Effettivamente “loro prima di noi erano qui”: l’avranno capito i cacciatori che intrufolarsi nel luogo in cui “loro” erano prima di noi, col solo scopo di massacrarli, non è una pratica delle migliori? E’ un principio che vale anche per gli umani; ne abbiamo un esempio cristallino osservando le sciagurate invasioni di popoli nei confronti di altri popoli con un solo scopo: lo sterminio.
Federcaccia ha avuto una gran bella idea a mettere l’angolino della poesia sul suo sito e credo che farebbe un gran bene a tutti cacciatori nutrirsi di cultura letteraria, meglio ancora se poesia perché, si sa, la poesia salva la vita. La caccia la toglie.
Cordiali saluti.
Paola Re
Tortona (AL)
Delegata del Movimento Antispecista http://www.antispec.org/

Commenti