Gentili signori come non essere d'accordo con le parole di Paola Re. Ma, più delle parole, comunque documentate, parlano i fatti.
E i fatti della caccia sono uccisione, sofferenza e morte di esseri viventi.
Sono prepotenza, indifferenza, anaffettività di persone che praticano la violenza per divertimento.
Sono inquinamento dell'ambiente (veleni da piombo nel terreno e nelle falde acquifere), distruzione degli equilibri ecologici (introduzione di cinghiali dall'est Europa, minilepre dal nord America....), del pricipio fondamentale del Diritto per cui la legge è uguale per tutti (solo ai cacciatori è consentito di entrare impunemente nella proprietà privata), sono dittatura di un misero gruppo di cittadini (700.000 in Italia) che possono fare ciò che milioni di cittadini non farebbero mai.
Come parlare quindi di Cultura? Come contaminare questo termine che in ogni sua declinazione consideriamo alto e foriero di evoluzione intellettuale e morale?
Credere nelle menzogne della caccia serve soltanto ai non pensanti o agli adepti siano essi cacciatori che conniventi.
Evidentemente l'uomo primitivo vive ancora tra noi.
Aspettiamo il giorno in cui la caccia sarà abolita dalla CULTURA.
Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Firenze
"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" Gandhi

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