Cronaca di una morte annunciata.


by Paola Re
Gentilissimi, qualche settimana fa scrissi al Comune di Pistoia la lettera sottostante e non ottenni risposta perché, si sa, rispondere è cortesia, e i Comuni raramente mostrano cortesia quando sono invitati a riflettere su questioni spinose. Purtroppo, da spinosa, la questione è diventata tragica. Ho visto fotografie e video in rete che è davvero difficile commentare.
Oracle Forze e Golden Storming, i due cavalli infortunati nella Giostra dell'Orso svoltasi il 25 Luglio a Pistoia, sono stati soppressi dopo che i veterinari hanno verificato le gravi conseguenze riportate nelle rovinose cadute. I due fantini hanno riportato solo qualche contusione. La gara è terminata senza l'assegnazione del Palio, ed è la prima volta che accade. Tra l'altro, proprio quest’anno, per la prima, volta la Giostra dell'Orso si correva con la supervisione del CONI. Una vera
ciliegina sulla torta avvelenata.
Condivido ciò che ha detto Lorenzo Lombardi co-Presidente regionale dei Verdi, già Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Pistoia. Lui che ne ha la competenza, può permettersi di dare un giudizio durissimo sulla vicenda: “Sono anni che ormai lo dico, l'ho detto come presidente della commissione ambiente dal 2007 al 2012, lo dicono tutte le associazioni animaliste di Pistoia che la Giostra dell'Orso è la giostra della morte e deve chiudere… Andremo fino in fondo alla vicenda, sia legalmente che mediaticamente, ma è triste dover sempre agire dopo, quando sono morti esseri viventi, potendo invece, con un po’ più di lungimiranza, mantenere le rievocazioni storiche senza mettere a rischio la vita dei cavalli. Speriamo che nel 2015 si possa festeggiare San Jacopo con tutte le rievocazioni ed il folklore storico che merita, senza alcuna corsa di cavalli. Se così non sarà, insieme a tutte le associazioni animaliste italiane,  non potremmo esimerci dal muovere tutti i passi necessari per denunciare la cosa a tutti i livelli”.
Lorenzo Lombardi parla saggiamente di “esseri viventi” riferendosi ai cavalli e spera di festeggiare le rievocazioni storiche (non di abolirle!) “senza alcuna corsa di cavalli”. Mi chiedo perché non si riesca a comprendere e condividere un’idea così semplice.
Quest’anno, a peggiorare la situazione, ha contribuito la pista bagnata dalla pioggia caduta prima della gara ma la gara si è svolta ugualmente secondo le regole del “show must go on” e del “business is business”. Sono le regole base di ogni baraccone equestre.
Ho letto sugli organi di stampa un titolo “Edizione 2014 da dimenticare della Giostra dell'Orso” ma credo che non si debba affatto dimenticare, anzi, credo che questa giostra debba restare nella memoria storica di chi l’ha organizzata e di chi ne è responsabile. Spero che non funzioni affatto quel meccanismo di rimozione che spesso ci fa sopravvivere a dolori e lutti che ci colpiscono. Sarebbe troppo comodo dimenticare e ricominciare tutto da capo. Il ricordo di questi morti dovrebbe perseguitare la mente di chi li ha causati e, dato che il miglior modo di ricordare i morti è occuparsi dei vivi, gli organizzatori dovrebbero occuparsi dei cavalli che sono ancora vivi, risparmiando loro questa tragedia.
E’ di qualche settimana fa un altro simile episodio: in Sardegna, durante la corsa dell'Ardia di San Costantino a Sedilo,  è successo un incidente che ha coinvolto cavallo e fantino: il fantino non si è ferito gravemente, mentre il cavallo è stato abbattuto per avere perso troppo sangue nell’incidente. Pare che questi episodi, per quanto frequenti siano, non insegnino nulla agli organizzatori, ai fantini, al pubblico che continua imperterrito ad assistere a queste corse anacronistiche e sanguinarie.
La conta dei morti al palio è impressionante: Siena (49 cavalli morti dal 1970 a oggi), Asti (11 cavalli morti dal 2003 a oggi), e poi Ferrara, Buti, Ronciglione, Perugia, Savigno, Belpasso, Piazza Armerina, Acate, Feltre, Fucecchio, Servigliano, Floridia, Sedilo, Pistoia: palio che vai, cavalli morti che trovi.
Se da una parte mi addolora vedere incidenti in cui muoiono animali, dall’altra mi turba vedere il pubblico (tra cui bambini e bambine) che assiste vociante, festante, fremente, delirante, esaltato, agitato, incontrollato, avvolto in un’atmosfera di “panem et circenses” che riporta la società indietro di secoli. Che si tratti di cavalli, asini, oche maiali e qualsiasi animale che corre in un palio o in una giostra, per me non ha mai fatto differenza: quella corsa innaturale e insensata mi ha sempre messo addosso un’inquietudine che non sono mai riuscita del tutto a comprendere e a giustificare. Nel caso dei cavalli, l’aggravante è che si scatena una violenza tale da causarne spesso la morte.
Ho letto le parole del Sindaco: “La manifestazione, così com'è, non continuerà. Le numerose nuove normative introdotte non sono state sufficienti a garantire la sicurezza di cavalli e fantini. Occorre una riflessione seria e approfondita dell'intero consiglio comunale e di tutta la città… La decisione nasce da motivi compassionevoli”.
Con tutta la buona fede che mi sforzo di nutrire nei confronti del Sindaco, al momento non credo nei motivi compassionevoli. Forse questo era il minimo da dire per salvare la faccia ma non credo che l’abbia salvata. Credo invece che la pensata del Sindaco sia quella della pausa di riflessione, giusto per cercare di migliorare con qualche misura restrittiva una tradizione sanguinaria che ha macchiato di vergogna una città che non se lo merita affatto. Ho l’impressione che la maggior parte dei Pistoiesi sia contro questa giostra che sopravvive per l’attaccamento ossessivo al denaro di una parte minore dei Pistoiesi. E credo che quei numerosi Pistoiesi contrari alla giostra siano imbarazzati, giusto per usare un eufemismo, nel vedere il loro Sindaco insensibile ai diritti animali sbandierati nel suo mistificatorio programma di mandato, scritto nel 2012 ma mai applicato alla Giostra dell’Orso.
Vorrei che il Comune di Pistoia desse davvero un segnale di cambiamento, abolendo la corsa dei cavalli almeno fino alla fine del mandato di questa amministrazione, e si facesse pioniere di una battaglia per l’abolizione delle corse di cavalli trasformando le celebrazioni storiche in feste serene e gioiose senza sfruttamento animale.
Soprattutto vorrei che crescesse ovunque la consapevolezza dei diritti animali che porta sempre più persone a disertare questi spettacoli retrogradi e anacronistici, autentici baracconi che si ha il diritto di contestare.
Un augurio di buon lavoro al Sindaco di Pistoia: ne ha un gran bisogno. E una carezza alla sua gatta Margot: è confortante sapere che almeno su una specie animale il suo amore si riversa.
Cordiali saluti.
Paola Re
Tortona (AL)  
Delegata del Movimento Antispecista http://www.antispec.org/

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