Risanare il territorio da un disastro ambientale: non è valorizzare il territorio? Lettera aperta ad Antonio Maconi.
Caro Antonio Maconi, devo porti una domanda che non può essere privata perché la corretta informazione giornalistica non può che essere trasparente e pubblica. Hai ricevuto da Franco Marchiaro una eredità di 20 mila euro e hai deciso di impegnarla in un premio giornalistico di 2.000 euro annui che ricordasse la figura del decano dei giornalisti alessandrini. La domanda di interesse pubblico è: non sarebbe il caso di rivedere la composizione politica e culturale della Giuria (Pier Angelo Taverna, Emma Camagna e Marco Caramagna) che non rispetta alla lettera le non interpretabili finalità del bando di concorso? Marchiaro si sentirebbe svilito, non gradirebbe infatti che si escludessero dal premio a lui intitolato lavori di giornalismo di cronaca-inchiesta-denuncia per ammettere solo quelli definiti dalla Giuria “in una prospettiva positiva e promozionale del territorio”. Addirittura, poi, in tale inventata prospettiva è stato incluso un ignorato articolo sulla
battaglia di Marengo e sul pollo alla Marengo, ed è stato escluso invece un servizio di attualità che nella bonifica del disastro ecologico di Spinetta Marengo pone le basi per un futuro di salute e occupazione nel territorio. Risanare il territorio da un disastro ambientale: non è valorizzare il territorio? Eppure il pollo ha vinto la prima edizione del Premio e la bonifica, ben più positiva e promozionale, neppure è stata ammessa in competizione. Così temo a danno degli splendidi servizi di Silvana Mossano sull’amianto che meritavano il primo premio con encomio. Evidentemente, caro Maconi, nella concezione di questa vetusta Giuria, il Premio Marchiaro sarebbe…ludico turistico. Uno svilimento.
Lino Balza
Medicina Democratica

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