Ridurre le norme in entrata: l’obiettivo di SC accolto nella mozione unitaria sulla semplificazione normativa.


Intervento in aula di Renato Balduzzi
Ridurre lo stock normativo in entrata e non solo migliorare il vasto corpo delle leggi esistenti. Questo l’obiettivo primario della mozione sulla semplificazione normativa che Scelta Civica (primo firmatario Renato Balduzzi) ha presentato alcuni giorni fa alla Camera, nell’ambito di altri atti di indirizzo vertenti su questa materia. Com’è avvenuto stamane per la mozione in tema di amianto, l’aula ha trovato la convergenza su di un testo unitario, che è stato votato all’unanimità da tutti i gruppi parlamentari e che ha fatto proprie le specificità delle altre singole mozioni. Riportiamo di seguito il link al video e il testo dell’intervento sulla dichiarazione di voto svolto da Renato Balduzzi. 
Ufficio stampa dell'on. Renato Balduzzi
Resoconto stenografico: PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Balduzzi. Ne ha facoltà. RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, credo che con la mozione unitaria in data odierna noi diamo al Governo una possibilità in più, cioè non soltanto quella di continuare a seguire il problema della qualità della legislazione sotto il profilo di ciò che esce e quindi di una qualità che si accompagni, come in questi giorni abbiamo avuto occasione di dire, ad una considerazione complessiva del sistema delle fonti che noi vediamo pericolosamente modificato giorno per giorno attraverso una dinamica e una esistenza nel sistema diversi da quelli disegnati nella Costituzione. 
Solo in momenti di fortissima emergenza è possibile immaginare che la decretazione d’urgenza venga ad essere, tra
decreti-legge e leggi di conversione, più della metà delle fonti primarie, sapendo che l’altra metà è rappresentata per il 90 per cento da decreti legislativi, dunque meno di un decimo della legislazione di questa XVII legislatura è legge in senso formale, legge in senso formale e sostanziale cioè decisione delle Assemblee e non legge perché quella deve essere la forma, come nel caso di autorizzazione alla ratifica e come nel caso di legge di bilancio.
Dunque in una situazione nella quale meno di un decimo o un decimo scarso della produzione normativa è per legge è già una situazione che chiede una attenzione. Ma c’è di più: è la qualità della nostra legislazione che crea quel problema di semplificazione, non è soltanto la sua quantità. E allora in questa mozione – e ringrazio anche io il presidente Tabacci per aver messo a disposizione di tutta l’Aula questo atto di indirizzo, così che abbiamo potuto arricchirlo secondo le diverse prospettive – e in questa prospettiva come gruppo di Scelta Civica ci siamo soffermati su un profilo che era stato meno considerato dalle altre mozioni, ma che noi invece abbiamo voluto sottolineare, così da arricchire complessivamente il quadro. Mi riferisco al profilo delle norme in entrata: come fare per diminuire lo stock normativo ? Abbiamo davvero bisogno di tutte le norme che entrano nella Gazzetta Ufficiale ? Il nostro sistema da più di 15 anni si è dotato di alcuni strumenti. Uno di questi è l’analisi tecnico-normativa, l’altro è l’analisi dell’impatto della regolamentazione e il terzo è la verifica dell’impatto della regolamentazione. Sono strumenti che ci collocano all’altezza degli altri grandi Stati europei per quanto riguarda la raffinatezza con cui viene controllato il processo normativo. C’è un piccolo problema: sono strumenti che noi conosciamo, di cui noi disponiamo, ma di cui soltanto eccezionalmente facciamo uso e d’altra parte le due considerazioni che facevo sono strettamente legate. Se la maggior parte delle leggi viene da un decreto-legge, il decreto-legge per definizione essendo atto di necessità e urgenza «legittima» il Governo a dire «c’è urgenza, non posso presentare né l’analisi tecnico normativa né l’analisi dell’impatto della regolamentazione».
Per questa via noi assistiamo ad una progressiva situazione nella quale, nelle Commissioni, non soltanto nel Comitato per la legislazione, ma nelle Commissioni di merito – è successo qualche giorno fa in Commissione affari costituzionali – possiamo passare anche un’ora, un’ora e mezza a discutere sulla portata normativa di una disposizione in assenza di un qualunque punto di sostegno perché la relazione illustrativa, quando va bene, è una parafrasi della disposizione normativa, quindi per capire la relazione devi leggere la disposizione e non c’è né analisi tecnico normativa né analisi dell’impatto della regolamentazione.
Qualche anno fa, nella nostra capacità di darci strumenti, avevamo inventato anche la verifica dell’impatto della regolamentazione – ATN, AIR, VIR –: molto importante perché l’AIR è ex ante, cioè io vado a vedere sul momento qual è l’impatto di una norma nuova, che tipo di relazioni crea con le associazioni, i cittadini e le imprese, qual è il suo impatto e la sua analisi in termini di costi-benefici. Poi dovrò andare a verificare, quando questa norma è entrata in vigore, che cosa è successo. Benissimo, di questi strumenti noi facciamo un uso troppo modesto, allora l’impegno che chiediamo al Governo e che questa mozione giustamente chiede al Governo – per questa ragione il gruppo di Scelta Civica la voterà convintamente – è proprio quello di «dalle parole ai fatti». Abbiamo degli strumenti, Presidente, usiamoli (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l’Italia).

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