Renato Balduzzi alla Camera: pregiudiziali su decreto opere pubbliche e ricordo di Bartolo Ciccardini
Nella seduta di ieri, martedì 17 giugno, la Camera ha respinto le questioni pregiudiziali relative alla conversione in legge decreto-legge n. 73/2014, che proroga alcune gestioni commissariali concernenti opere pubbliche. L’on. Renato Balduzzi è intervenuto per esprimere il voto contrario di Scelta Civica alle questioni, evidenziando la compatibilità di questo decreto con i principi costituzionali, ma anche l’anomalia cui da tempo il sistema è giunto di una legislazione fatta, ormai per più della metà degli atti legislativi approvati ogni anno (dati 2013), da provvedimenti d’urgenza.
Successivamente, la Camera ha ricordato la figura di Bartolo Ciccardini, cattolico democratico, parlamentare e più volte sottosegretario di Stato, nonché giornalista RAI e direttore di riviste politiche e culturali, scomparso lo scorso 12 giugno. Tra gli interventi svolti in sua memoria anche quello di Renato Balduzzi, che ne ha rammentato l'elevata statura morale e intellettuale, d'esempio, oggi come ieri, anche tra i banchi della Camera in cui Ciccardini sedette per alcune legislature.
Riportiamo di seguito lo stenografico dei due interventi.
Intervento su questioni pregiudiziali relative al d.d.l. di conversione del decreto-legge n. 73 del 2014
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Renato Balduzzi. Ne ha facoltà, se l’onorevole Vecchio glielo consente.
RENATO BALDUZZI. Signora Presidente, si sì, me lo consente. Non ci sarebbero molti argomenti da dover impiegare per motivare la non sussistenza delle ragioni poste alla base delle questioni pregiudiziali; tuttavia, qualche problema esiste, non con riferimento a questo specifico decreto-legge, ma con riferimento alla decretazione d’urgenza. Ecco perché, motivando il convinto voto contrario alle questioni pregiudiziali di Scelta Civica, nella seconda parte dell’intervento farò qualche breve considerazione sul problema di fondo di cui le questioni pregiudiziali oggi in discussione costituiscono un sintomo, dunque ben vengano, da questo punto di vista.
Come dicevo, non sono necessarie molte parole per motivare perché queste questioni pregiudiziali non sono fondate in quanto si tratta di un decreto-legge, in questo caso, che corrisponde molto bene ai requisiti, alle caratteristiche di un
decreto-legge. Nulla quaestio sulla questione dell’urgenza, si tratta di norme specifiche, gestioni commissariali, si tratta di una omogeneità funzionale. La sentenza, in particolare, più volte menzionata, la n. 22 del 2012, precisa che ci sono due tipi di omogeneità, c’è una omogeneità per oggetti, oggettiva, e una omogeneità teleologica, funzionale. È evidente che noi siamo in presenza, in questo caso, di una omogeneità funzionale, perché si tratta non solo di prorogare gestioni commissariali, ma di monitorare meglio il lavoro dei commissari, di avere meglio e con maggiore tempestività l’esito del loro lavoro. Dunque c’è certamente una omogeneità funzionale e sono corrispondenti al titolo. Anche l’aggiunta che ha fatto il Senato con riferimento ad un’emergenza antica, si parla del sisma del 1980, con una gestione commissariale dal 2002, nel merito, sicuramente crea un problema e mette a nudo un problema di fondo del nostro Paese, ma è difficile non pensare che si tratti di una norma che validamente può stare in un decreto-legge. Come dicevo, non sono necessarie molte parole per motivare perché queste questioni pregiudiziali non sono fondate in quanto si tratta di un decreto-legge, in questo caso, che corrisponde molto bene ai requisiti, alle caratteristiche di un
Da questo punto di vista io non ho compreso il senso dell’affermazione contenuta in una delle mozioni, in cui si dice che non sarebbe – stiamo parlando dell’isola del Giglio – una questione che riguarda le opere pubbliche. No, se uno va a vedere l’ordinanza che riguarda l’isola del Giglio si vede chiaramente che tra i compiti del commissario ci sta proprio la possibilità di adottare e di provvedere ad opere pubbliche. Dunque siamo dentro un decreto-legge che sicuramente ha i requisiti dell’articolo 77, però c’è un problema. E qual è il problema, Presidente ? È che ormai la decretazione…, mi piacerebbe che la Presidente ascoltasse. Posso essere ascoltato ?
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Balduzzi.
RENATO BALDUZZI. Qualche giorno fa l’Osservatorio sulla legislazione ci ha distribuito un opuscolo, un opuscolo molto interessante, perché si dedica alla produzione normativa nella XVII legislatura. Da questo opuscolo veniamo ad apprendere – cosa che già ormai sapevamo – che sul totale degli atti normativi primari, quelli che hanno solo la Costituzione sopra di sé, decreti-legge e leggi di conversione costituiscono più del 50 per cento; dell’altro quasi 50 per cento la stragrande maggioranza sono decreti legislativi. Quindi, sotto questo profilo la legge è diventata certamente una fonte residuale. Ma non è solo un problema quantitativo (l’opuscolo conta i commi), nelle ultime legislature, ad avere sottolineato il problema dei decreti-legge, ma è anche un problema qualitativo. Infatti – e chiudo con questa piccola annotazione –, la considerazione che più stupisce è quella dell’intervallo tra la deliberazione del Consiglio dei Ministri e la pubblicazione del decreto-legge. Tra l’altro, proprio per questo decreto-legge c’è stato un certo intervallo. Esso è aumentato nel corso degli anni fino ad arrivare, per questo Governo, ad una media di 8,73 giorni. La media vale poco, perché magari c’è un decreto-legge che aspetta 15 o 20 giorni e un decreto-legge che ne aspetta due. Ma cosa vuol dire questo ? Vuol dire che il momento in cui si approfondiscono le questioni è diventato il momento che passa tra la deliberazione del Consiglio dei Ministri e la pubblicazione del decreto-legge. Questo vale a dimostrare che non solo dal punto di vista quantitativo ma anche dal punto di vista qualitativo dobbiamo fare una grande riflessione, Presidente. Ecco perché sottolineavo la sua attenzione e la ringrazio per avermela data (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l’Italia).
Intervento in ricordo di Bartolo Ciccardini
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’onorevole Balduzzi. Ne ha facoltà.
RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, sono molto lieto di avere due minuti per ricordare Bartolo Ciccardini. Appartiene a un’epoca della mia vita, la direzione da parte sua – erano altri tempi – della rivista La discussione, che era un’occasione settimanale per tuffarmi in un pensiero robusto, molto curioso, molto aperto a tante novità come curioso e aperto a tante novità è stato tutta la sua vita Bartolo Ciccardini.
Nelle diverse fasi, da dossettiano fino ai cristiano-sociali, nelle diverse riviste Per l’Azione, Terza generazione, La Discussione e, da ultimo, Camaldoli.org che egli ha diretto è sempre stato dentro la sua storia, la storia di un cattolico democratico, ma con una grande apertura e con una grande capacità di ascolto degli altri, fino agli ultimi editoriali legati al commento benevolo e incoraggiante relativamente al nuovo Governo di Matteo Renzi.
Allora, ecco che ricordare Bartolo Ciccardini, persona mai sfiorata – e non si dice poco – da questioni giudiziarie o questioni di problemi etici, ma persona sempre di grande spessore morale è un modo anche – e mi unisco a quello che ricordavano l’onorevole Piccoli Nardelli e l’onorevole Buttiglione – per fare noi tesoro di queste testimonianze e di questi testimoni, che sono stati in quest’Aula e che continuano in qualche misura ad essere presenti anche attraverso la nostra azione politica. (Applausi)
Nelle diverse fasi, da dossettiano fino ai cristiano-sociali, nelle diverse riviste Per l’Azione, Terza generazione, La Discussione e, da ultimo, Camaldoli.org che egli ha diretto è sempre stato dentro la sua storia, la storia di un cattolico democratico, ma con una grande apertura e con una grande capacità di ascolto degli altri, fino agli ultimi editoriali legati al commento benevolo e incoraggiante relativamente al nuovo Governo di Matteo Renzi.
Allora, ecco che ricordare Bartolo Ciccardini, persona mai sfiorata – e non si dice poco – da questioni giudiziarie o questioni di problemi etici, ma persona sempre di grande spessore morale è un modo anche – e mi unisco a quello che ricordavano l’onorevole Piccoli Nardelli e l’onorevole Buttiglione – per fare noi tesoro di queste testimonianze e di questi testimoni, che sono stati in quest’Aula e che continuano in qualche misura ad essere presenti anche attraverso la nostra azione politica. (Applausi)

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